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19-20 maggio – Roccascalegna

Le Foto

Troppo, troppo tempo è passato dall’ultima uscita in moto.
Impegni, problemi, tante cose ci hanno impedito di godere di una uscita degna di questo nome, ma tutto arriva per chi sa aspettare e così eccoci di nuovo qui, a raccontare ancora una volta di due giorni passati in sella alle nostre moto.
In sella alle nostre moto va letto come voglia di stare insieme, di condividere tempo ed attività, di continuare a compilare quel bellissimo album che è la raccolta delle nostre escursioni ma soprattutto è la storia della nostra amicizia, ovviamente per chi nel tempo ha continuato a coltivarla.
Non che la preparazione di questa uscita sia stata priva dei soliti inconvenienti, fra chi è stato impedito da problemi meccanici e chi alle prese con acciacchi bloccanti e così siamo i soliti, il duo Sergio & Sergio.
Appuntamento alle otto presso l’area di servizio sul Raccordo.
Puntualmente e come consuetudine, arriviamo con mezz’ora di anticipo; ci salutiamo senza scendere dalle moto e senza neanche toglierci i caschi, senza perdere tempo, giusto il necessario a fare il pieno e si parte, .
Rapida galoppata sulla Roma-L’Aquila, quei pochi chilometri necessari a lasciarci Roma alle spalle ed usciamo a Vicovaro; solito bar, colazione e qui, sì, perdiamo -ma preferisco dire “impieghiamo”- un pò di tempo a settare i percorsi sui nuovissimi TOMTOM RIDER 450, un regalo che io ed il Mister ci siamo fatti a Natale.
Si va, Tiburtina semi deserta. Ad Arsoli prendiamo la strada che, passando sotto  Cervara, ci porta a Subiaco; saliamo a Jenne per la strada dei monasteri, sempre affascinante, poi diretti all’Altopiano di Arcinazzo; la statale, tortuosa ma molto veloce, ci consente una guida sciolta, divertente; ho modo di apprezzare le nuove gomme ma soprattutto le nuove sospensioni della mia GS.
Superata Guarcino ci inerpichiamo verso la Certosa dei Trisulti, dove ci concediamo una meritata sosta per fare due foto ed ammirare il panorama. Riprendiamo il tracciato, passiamo per Sora e poi via, dritti sparati verso il nostro traguardo volante, dove avremo modo di rifocillarci e fare una sosta un pò più lunga.
Arriviamo, il rifugio è pieno di gente e ci accomodiamo ad un tavolo all’aperto, che è anche piacevole data la calda giornata di sole.
Affettati, porchetta, formaggi, coca cola ed acqua, queste le pietanze e bevande  per il nostro desinare.
Dopo la piccola ma piacevole siesta, con scambi di battute con alcuni autoctoni interessati alle nostre moto, ci rimettiamo in marcia. Abbiamo percorso circa trecentoquaranta chilometri, ne mancano una settantina alla meta.
Divoriamo velocemente, ma non senza ammirare il panorama, il bel percorso che ci porta a Capracotta prima e ad incrociare poi la statale 652,  percorso un tratto della quale ci troviamo immersi fra i monti, su strade dal fondo molto rovinato e addirittura con alcuni punti in off road.
Le moto digeriscono tutto -gioisco per le nuove sospensioni- la guida è piacevole, l’ambiente spettacolare. Passiamo rari paesini arroccati su rocce, ci divincoliamo in stretti vicoli, riprendiamo strade poco più veloci ed alla fine siamo alla meta: Roccascalegna.
Rapida ricognizione per trovare il B&B e parcheggiare le moto, asportiamo la borsa con gli indumenti e le macchine fotografiche dalle valigie e andiamo a prendere possesso delle camere. Appuntamento a fra un’ora, dopo aver sistemato le cose e fatto una necessaria doccia dopo i quattrocentoventisei chilometri della galoppata odierna.
Giretto per il paese, finalizzato alla ricerca di un bar dove consumiamo un aperitivo a base di spritz e stuzzichini, tanto per fare due chiacchiere ed arrivare all’ora di cena.
Cena che meriterebbe un capitolo a parte: trattoria locata in una piazzetta in cima al paese, tavoli fuori data la serata dolce e serena, protetti da una rustica pergola; vista spettacolare sul castello, finchè c’è luce perchè non è illuminato…  si parte con gli antipasti, tanti, sfiziosi; subito un cerasuolo bello freddo per lubrificare il lavorio delle mascelle; poi i primi, ben quattro e generosi nelle portate, squisiti! Gnocchetti con crema di zucchine e zafferano, cavatelli con verdure, altra pasta con porcini e tartufo, spaghetti alla chitarra con sugo di agnello… una faticaccia alla fine della quale arriva un vassoio colmo di carni varie arrostite, con peperoni e patate.
Si, lo ammetto, abbiamo fatto schifo!
Un sincero ringraziamento ai proprietari che ci hanno regalato una cena superlativa, con ingredienti genuini sapientemente cucinati ed una simpatia rara.
Torneremo, troppo bello, da far conoscere agli amici.
La notte trascorre in un silenzio tombale, ci troviamo la mattina alle otto e mezza a colazione, sistemiamo i pochi bagagli e di nuovo in sella, alla ricerca di inquadrature per immortalare il maestoso castello. Espletata la pratica si parte.
Urge un distributore, per me perchè il cammello del Mr ha ancora carburante da vendere e rappresenta la sopravvivenza. Ancora montagna, strade tortuose, panorami insoliti con pinnacoli di roccia che si innalzano dal verde della vegetazione. Sullo sfondo la Majella, massiccia, severa.
Paesino, un micro distributore ma che serve alla bisogna; pieno e si riparte, alla fine del toboga ci aspetta il veloce attraversamento dell’altipiano delle Cinque Miglia fino a Sulmona, che prendiamo di striscio; autostrada, pochissimi chilometri, usciamo a Magliano de Marsi e di nuovo Tiburtina. Ad Arsoli ci fermiamo al bar in piazza per un tramezzino ed una coca; siamo di fronte al bivio che il giorno precedente ci ha visto prendere la strada dei parchi, abbiamo chiuso l’anello!
Ci rimettiamo in marcia, a Vicovaro solito e definitivo tratto autostradale per rientrare a casa; ci salutiamo dalle moto, senza fermarci.
Ancora una gita a marchio Babbaluci messa a segno!
Tutto, ogni singolo componente dell’escursione ha fatto onore al nome proprio: Moto, Amicizia, Percorsi, Panorami, Cibo, Location.
Questo è andare in moto, questo è essere Babbaluci!
Nell’attesa e nella speranza di formare un gruppo più congruo per le prossime uscite ringrazio l’Amico di tante avventure, puntuale, affidabile, Babbaluco vero: MrSergio!

Alla prossima!

12-13 maggio – Amiata

Si dice che di venere e di marte non si sposa e non si parte.
Sposare, in questo ambito, non ci interessa.
Partire di venerdi, invece, non ci preoccupa; non è la prima volta e non ci ha mai creato problemi; l’unica volta che una nostra gita ha subito inconvenienti eravamo partiti di sabato.
Io la mattina ero impegnato al lavoro, come il Mister, mentre Enrico è oramai lontano da questo argomento; ci vediamo da me alle quindici, incontro al garage. Una mezz’oretta se ne va fra chiacchiere e “prove” sulla costruenda chitarra di Enrico e, comunque, per la mia preparazione.
Lasciamo il garage e ci dirigiamo sull’Aurelia, per poi imboccare l’autostrada.
Non sono molto propenso a questa soluzione che, dice Enrico, ci farà risparmiare tempo, ma mi adatto, tanto più che devo rifornire la moto entro una trentina di chilometri.
Distributore, rifornimento e mentre stiamo per partire Enrico se ne esce con un “vogliamo uscire e passare da Tolfa?”.
Perfetto, qualche chilometro e siamo fuori, solo che così invece di risparmiare tempo, allunghiamo. Poco male, la strada, pur conosciutissima, è sicuramente meglio dell’autostrada ed è sempre piacevole; a quell’ora possiamo farci una passeggiata solitaria, solo noi e le nostre moto.
Passiamo Tolfa e giù, per la pianura solcata da quel divertente e veloce toboga che ci porta a Manziana. Vejano ed in breve siamo sulla Cassia, a Vetralla dove il capofila Enrico imbocca nuovamente l’autostrada o, meglio, la superstrada per Orte.
Ancora una volta, e la mia posizione in coda al gruppo non è casuale, seguo senza discutere; ma se pur breve, il tratto è un soffrire anche perchè usciti di nuovo sulla Cassia siamo in un bel traffico!
Arriviamo al lago di Bolsena, costeggiamo le sue acque tramite una stradina proprio a stretto contatto con la riva, poi la Maremmana che ci porta a Piansano ed infine a Pitigliano. Facciamo la spesa alla Coop, poi Enrico ci guida per una bella stradina che attraversa un vigneto che si estende a perdita d’occhio; la strada è stretta, in alcuni tratti non asfaltata ed è immersa nel verde, panorami che appagano la vista e lo spirito.
In breve arriviamo a casa di Enrico, sistemiamo le moto, scarichiamo i pochi bagagli e la spesa e siamo dentro.
Subito Enrico si occupa del camino, mentre il Mister lava, affetta, apparecchia… e io? io non faccio uncà, una volta tanto mi lascio andare su un divano senza muovere un dito.
Il fuoco richiede tempo per formare la brace, tempo che noi impieghiamo seduti attorno ad un tavolo all’aperto, sotto la veranda, a bere vino rosso e smangiucchiare formaggio squisito, ovviamente a corredo delle nostre chiacchiere e cazzate varie.
Non riesco a non pensare agli amici che, ancora una volta e per vari motivi, non hanno potuto partecipare alla gita. Per me è sempre un dispiacere…
La serata se ne va fra cibo, vino e chiacchiere, fino al momento di andare a dormire.
La mattina dopo ci svegliamo di buon’ora, sistemiamo, ci prepariamo ed infine partiamo, direzione Monte Amiata; Enrico ci guida in un percorso fuoristrada, divertente, non impegnativo. Poi si riprende l’asfalto ed in breve si giunge sull’Amiata. Foto di rito, incontro e chiacchiere con un gruppetto di motociclisti di Bologna. Ci rimettiamo in sella, scendiamo a valle ed arriviamo a Piansano. Parcheggiamo le moto, ci incamminiamo alla ricerca di un luogo dove consumare uno spuntino, ma le diverse abitudini motociclistiche di Enrico ci fanno entrare in una trattoria dove siamo costretti a mangiare con i piedi sotto al tavolo; secondo me, mia personalissima opinione, una perdita di tempo inutile e controproducente. Infatti, per quanto svelti possano essere in cucina, se ne vanno più di due ore ed al momento di rimetterci in sella arriva ancora la proposta di prendere l’autostrada “tanto oramai…”.
Mi dissocio, nonostante l’idea della gita sia stata mia, con conseguente preparazione dei percorsi e del resto, mi sono sottomesso (letteralmente) alle proposte di chi era stato invitato. Pazienza, per amicizia si fa anche questo ma giuro che per me è l’ultima volta. Il lavoro e gli impegni mi lasciano poco, pochissimo tempo a mia disposizione e le gite in moto mi debbono restituire una soddisfazione almeno pari all’impegno che ci metto nel preparale.
Questa volta è andata così, mi resta il godimento della compagnia, ovviamente, alcune belle ma poche strade percorse, il divertimento in fuoristrada.
Ma io ed i Babbaluci siamo abituati a ben altro!

Alla prossima, e sarà come deve essere! 🙂

22 ottobre 2016 – Giro in Giro

Ancora una volta l’appuntamento è all’area di servizio Ardeatina, ore otto e trenta, ma a quell’ora siamo già in cammino verso l’autostrada per L’Aquila.
Essere in ritardo per molti, moltissimi, è normale; in orario è da pochi o fatto casuale. Noi siamo sempre in anticipo, sistematicamente, perchè la frenesia di andare è una molla potente, ancora oggi dopo tanti anni.
Dunque, rifornimento e si parte.
Raccordo e quel poco di autostrada a ritmo allegro – vivace. Sul GRA le auto non sono poche, la cosa migliora ma non troppo sulla Roma – L’Aquila. Fortuna, come detto, solo pochi chilometri e poi usciamo a Vicovaro – Mandela per dirigerci all’usuale bar per la prima colazione.
Nel bar ho un deja-vu: clienti e baristi che invece di parlare, urlano. Il Mr si adegua e comincia ad urlare… ho vissuto questa stessa scena in Corsica, tanti anni fa!!!
Ci attardiamo, come al solito, in chiacchiere e cazzeggio, abbiamo tempo a sufficienza; siamo fuori del bar, fa freddino… constatazione che non ci impedisce di rimetterci in marcia.
L’obiettivo, oggi, è di andare a fotografare dei ragni che in questo stesso periodo trovammo a centinaia lungo la strada, ognuno con la propria ragnatela. Fu uno spettacolo emozionante, imprevisto; notai le ragnatele perchè percorrendo quel tratto di strada con il sole contro, le stesse formavano una sorta di merletto adagiato sui cespugli.
Purtroppo, nonostante fossimo nello stesso mese e nello stesso giorno della volta precedente, il fenomeno non si ripete.
Percorriamo questo tratto di strada a passo d’uomo – o duomo, perchè anche nel duomo si cammina piano-  fino ad arrivare al primo abitato. C’è un mercatino, ci fermiamo per una seconda colazione e poi ci facciamo un giro per le bancarelle.
Solita mercanzia, con qualche eccezione: patate enormi e un tizio che vende coltelli artigianali.
Ci rimettiamo in marcia, la temperatura è salita, di poco ma ora si sta bene.
Proseguiamo lungo la statale, oramai scansata dal traffico veloce che preferisce la superstrada. Sora, giretto per la città, rapido consulto e decidiamo di salire a Guarcino, che attraversiamo lentamente dato che nulla ci attrae tanto da richiedere una sosta. Il percorso da bello diventa superlativo, la strada tuttecurve ci porta fino a Subiaco, facciamo il giro del centro un paio di volte in cerca di un ristoro adeguato; nulla.
Uscendo dal paese ci imbattiamo in un locale pizzeria-trattoria-bar-pub. Invitante, ci fermiamo ed entriamo. Siamo fortunati, ad un costo irrisorio ci sbafiamo una ricca carbonara con i porcini, un piatto di patate arrosto ed una cicoria ripassata, con bruschetta. Acqua minerale, caffè e si riparte.
Ora non c’è molta storia, stancamente ci portiamo sulla Tiburtina e poi di nuovo sull’autostrada.
Si sta bene, temperatura ideale; panza, tutto sommato, se non piena almeno soddisfatta. Ad una velocità abbondantemente sotto i limiti di legge arriviamo al casello, ci salutiamo per poi immetterci nel solito delirio del GRA, dove abbiamo anche una conferma: “quando l’uomo con l’automobile incontra l’uomo con il camion della nettezza urbana, l’uomo con l’automobile è un uomo morto! O gravemente ferito…
Arrivare a casa è come per gli asini percorrere la strada per la stalla, quasi ad occhi chiusi.
Sono al box, prima di spegnere la moto uno sguardo al trip: 530 km, niente male per una passeggiata!

Ringrazio l’amico fratello omonimo MrSergio, compagno fedele e motociclista di provata affidabilità. Certe uscite sono memorabili grazie a compagni come lui.
Ci siamo lasciati con un obiettivo: a Novembre sarà tempo di una due giorni e, visto il periodo, saranno sicuramente i giorni del porcoddue!
Amici tutti, state alleprati!!!