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14 novembre – Molise

Dopo mesi di astinenza causa restrizioni COVID finalmente si apre uno spiraglio per una gita in moto.
Ci concediamo due giorni ecome meta scegliamo il Molise, esattamente il paese di Carovilli.
Appuntamento alla solita (una delle due) area di servizio sul GRA.
Qualche chilometro di GRA e proseguiamo sull’Appia, passiamo i Castelli Romani, Artena e Colleferro.
Proseguiamo attraversando la Ciociaria: Alatri, passiamo sotto Fumone che evoca lontane e gloriose gesta di gioventù.
Veroli, Isola Liri ed infine Cassino.
Saliamo verso Terelle, strada magnifica per il panorama ma non molto ben tenuta.
Dopo Terelle si presenta un problema: strada chiusa. Tornare indietro si potrebbe ma non essendoci alternative dovremmo fare parecchi chilometri per ricongiungerci al percorso ed allora scatta la caparbietà.
Uno spazio per passare a piedi c’è, fra la recinzione in metallo che protegge la frana ed il guardrail. Ma le moto non ci passano.
Smontiamo le valige, le trasportiamo a mano fin oltre il blocco e con un pò di pazienza e di testardaggine facciamo passare le moto.
Pochi minuti per rimontare le valigie e ripartiamo.
Arriviamo ad Atina, ci fermiamo presso il locale Roma Club, due chiacchiere e ci informiamo su dove poter mangiare qualcosa.
Poco più avanti c’è un albergo/ristorante, parcheggiamo e siamo dentro.
Un buon primo, acqua minerale DOC, una buona annata, caffè, paghiamo l’esiguo conto e ci dirigiamo verso Carovilli.
La strada ancora da fare non è poca, ritmo andante.
Arriviamo che sono quasi le diciannove, il gestore della locanda ci indica dove poter parcheggiare, camera, che più piccola non si può, doccia e siamo pronti per la cena.
Locale spartano, arredato con oggetti e bandiere della guerra civile americana.
La cena è ottima, zuppa, carne e contorni prodotti in loco e sapientemente cucinati, piatti contadini saporiti e molto gustosi.
Siamo solo noi ed una coppia con un bambino, pace assoluta!
Dopo il dolce ed un liquorino locale torniamo in camera, ci attende un sonno profondo, immersi nel silenzio assoluto!
La mattina buona colazione, conto, bagaglio e si va.
Il tempo non è buono, qualche goccia di pioggia.
Attraversiamo di nuovo il tratto montuoso, strade non facili, ed arriviamo ad Isernia.
Qui decidiamo di prendere l’autostrada, ora piove a dirotto ed è meglio rientrare quanto prima e su strada meno impegnativa, anche se il traffico, i camion ed i pullman dell’autostrada non sono certo il meglio in fatto di sicurezza.
Una guida prudente, non è importante correre ma non si deve perdere tempo.
Sosta alla stazione di servizio prima del casello di Roma Sud, rifornimento e via di nuovo.
Anche questa avventura è andata in porto, speriamo che la situazione virus migliori e possiamo farne delle altre.
Come sempre un sentito grazie a MrSergio per esserci, sempre!

settembre 2018 – MotoTour Balcani

LE FOTO

Quanto tempo ci vuole per “confezionare” un viaggio?
Io, per questo nostro ultimo, ci ho impiegato quasi un anno… L’idea è antica, ha radici lontane; uno di quei tanti sogni che nascono nella testa, riaffiorano nei dormiveglia o in quei giorni passati a lavorare in garage, piano piano prendono forma, si modificano, si ampliano.
La pratica e l’esperienza consentono poi di concretizzare le idee: si buttano giù i primi itinerari, con l’aiuto delle carte; si definiscono le tappe ed i pernottamenti, si procede con le prenotazioni, dove possibile, per la logistica, alberghi e traghetti in questo caso.

Le percorrenze erano state calcolate nel caso avessi viaggiato da solo, quando si è aggiunto il Mister qualcosina è stata modificata, come l’attraversamento del Kosovo, ma   in linea di massima era tutto fatto.
Il viaggio è stato lungo, non starò dunque ad annoiarvi con tabelle di marcia, chilometri e resoconti sterili.
Basti dire che il viaggio non aveva una meta definita ma solo dei punti di passaggio e questo ci ha fatto godere al massimo la strada, il viaggio in sè stesso e non il miraggio di una destinazione.
L’itinerario si è snocciolato in questo modo: Roma – Ancona, poi traghetto per Spalato.
Croazia, Bosnia, Montenegro, Albania, Kosovo, Macedonia, di nuovo Albania ed infine Grecia.
Abbiamo incontrato bella gente, attraversato posti meravigliosi, incontaminati. L’unica fabbrica che abbiamo visto era un cementificio in piena campagna in Montenegro.
Cibo squisito ovunque, economico come sono stati economici gli alberghi e le locande, nonostante di ottimo livello.
Mostar è una città che suscita emozioni forti, lo Stari Grad è semplicemente meraviglioso ma per fare foto decenti ci siamo dovuti alzare alle cinque di mattina, altrimenti è un caos di gente e turisti di ogni genere.
Ottimi ristoranti, non abbiamo certo patito la fame, anzi… e tutto a prezzi irrisori.
A Skopje abbiamo dormito in un galeone sul fiume, perfettamente attrezzato, con bar e ristorante collocati sui ponti. Skopje è una città strana, pulitissima, molto kitsch con le sue innumerevoli statue giganti, fontane, palazzi moderni che si fondono in armonia con la parte vecchia della città, che ospita un grande bazar e numerose locande.
Gjirokaster, in Albania, molto pittoresca; da qui abbiamo effettuato una escursione al Blue Eye, una sorgente spettacolare che sgorga dalle viscere della terra.
Infine Papigko, in Grecia.
Alta montagna, villaggio incantevole dove non esistono nuove costruzioni, solamente vecchie case in pietra; gente meravigliosa, cordiale e disponibile.
Siamo subito diventati amici con il gestore e grigliatore pazzo della locanda che la sera, finito di grigliare, veniva a mangiare e bere al nostro tavolo, al quale si aggiungevano il cameriere ed una coppia di clienti… la serata finiva molto tardi, a parlare, bere e dire cazzate a profusione.
Bella, faticosa, lunghissima gita fra i monti per andare a svalicare a 1.900 mt su un passo segnalato dall’amico Nikos. Molto entusiasmante, strada strettissima, quasi totale assenza di protezioni, molti tratti sterrati come d’altronde in tutto il resto del viaggio.
Per il resto parlano le foto…

La realizzazione di questo riuscitissimo viaggio è stata possibile grazie alla collaborazione, complicità e compartecipazione attiva dell’amico MrSergio, senza il quale sicuramente non sarebbe stata la stessa cosa. Grazie anche alle nostre moto infaticabili, potenti, affidabili che non hanno mostrato cedimenti su nessun tipo di percorso, sono state messe veramente a dura prova e l’hanno superata brillantemente. Il Kosovo non è stata una passeggiata!
Infine il clima, che ci ha graziato regalandoci giornate di sole, sempre, con temperature spesso oltre i trenta gradi, addirittura un giorno il Mister registrava trentatre gradi e mezzo! L’unica pioggia l’abbiamo presa al rientro da Brindisi a Roma, poco dopo Termoli e fin quasi ad Avezzano. L’unico giorno in cui abbiamo usato gli antipioggia.

Ovviamente il pensiero andava spesso a chi non ha potuto partecipare, peccato perchè per tanti versi è stato un viaggio irripetibile, molto entusiasmante ed interessante.

Grazie MrSergio, grazie BMW R 1200 GS!