{"id":101,"date":"2015-03-23T18:39:52","date_gmt":"2015-03-23T17:39:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.motoroma.it\/?p=101"},"modified":"2016-10-27T20:01:21","modified_gmt":"2016-10-27T18:01:21","slug":"21-22-marzo-san-vito-chietino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.motoroma.it\/?p=101","title":{"rendered":"21-22 marzo 2015 &#8211; San Vito Chietino"},"content":{"rendered":"<p>E siamo a Marzo!<br \/>\nOramai, e da tempo, \u00e8 consuetudine che i Babbaluci non riescano ad effettuare una gita al gran completo; c&#8217;\u00e8 sempre qualcuno che, per un verso o per l&#8217;altro, non pu\u00f2 aggregarsi all&#8217;allegra brigata.<br \/>\nA me dispiace, noi siamo Amici prima che un gruppo di motociclisti ed ogni volta che parto in formazione ridotta ho sempre l&#8217;impressione di aver fatto un torto a chi resta al palo&#8230;<br \/>\nMa dovr\u00f2 abituarmi all&#8217;idea che il tempo spensierato \u00e8 oramai passato e che gli impegni lavorativi e di famiglia possono prendere il sopravvento su altro. Forse da grande ci riuscir\u00f2! \ud83d\ude00<br \/>\nAlla fine siamo io, Ulysse, e MrSergio il quale durante la settimana ha per\u00f2 una sorpresa in serbo; diceeee&#8230; &#8220;Problemi se viene una amica con noi?&#8221;<br \/>\nA S\u00e8, ma quali problemi, telefono alla locanda e prenoto una stanza in pi\u00f9. Detto, fatto.<br \/>\nCi ritroviamo la mattina del sabato, alle 8e30, alla stazione di servizio Ardeatina, sul Gra. Posto inusuale, per noi, ma siamo solo in 3 e Sergio con Daniela provengono dallo stesso quartiere, via, palazzo&#8230; inutile fargli fare tanta strada, mentre per me che vengo da pi\u00f9 lontano un punto del Raccordo o un altro \u00e8 la stessa cosa.<br \/>\nColazione, la ritualit\u00e0 deve essere rispettata! Daniela si offre di offrire, non \u00e8 l&#8217;ultima arrivata all&#8217;appuntamento perch\u00e8 giunta insieme a MrSergio, ma potrebbe esserlo nel gruppo Babbaluco, cos\u00ec le lasciamo gioia ed emozione di recarsi alla cassa.<br \/>\nFa freddo, per tutta la settimana il meteo non \u00e8 stato certo propizio per una gita in moto, anche se una schiarita il giorno precedente ci aveva fatto sperare.<br \/>\nDecidiamo quale percorso prendere: un breve tratto della Roma L&#8217;Aquila per poi uscire a Vicovaro e proseguire sulla Tiburtina; MrSergio apre la via e, seguendo l&#8217;estro delle sue improvvisazioni alla Paganini, ci conduce sulla Roma Napoli!!! \ud83d\ude00 poco male, recuperiamo in fretta facendo abortire un tentativo per evitare la A24 imboccando da subito la Tiburtina: troppo traffico, troppi semafori, troppi lavori in corso.<br \/>\nRiprendiamo cos\u00ec il percorso deciso all&#8217;inizio e rapidamente arriviamo a Vicovaro. Il freddo persiste, ma la pioggia fortunatamente non arriva! Saliamo di quota con la SS5, passiamo Carsoli e poi ancora pi\u00f9 su, fino a Tagliacozzo per poi scendere su Avezzano. Prendiamo una strada oramai resa obsoleta e dimenticata dalla superstrada Avezzano Sora, ma un incanto da percorrere in moto.<br \/>\nUn lungo susseguirsi di curve e saliscendi, anche se il fondo stradale non \u00e8 dei migliori possiamo guidare sciolti e senza avere automobili intorno. Neanche moto, a dire la verit\u00e0, ma si sa che i Babbaluci non sono motociclisti estivi, la nostra stagione dura tutto l&#8217;anno.<br \/>\nSono contento di vedere, nei retrovisori, Daniela che svolacchia fra le curve come la farfalletta della vispa Teresa; \u00e8 abile ed agile, una piacevole sorpresa; sta al passo, che cerco di calibrare allungando fino a che non la vedo staccarsi, per poi rallentare di quel tanto che serve a sincronizzarci e procedere allo stesso ritmo. MrSergio chiude la fila, con l&#8217;autorit\u00e0 ed il mestiere che gli sono propri.<br \/>\nArriviamo a Sora, incredibilmente scaldati da un sole per niente timido; rifornimento, opportuna sosta al bar e si riparte, non prima di esserci informati sulle condizioni di Forca d&#8217;Acero; dice il giovane benzinaio: &#8220;oramai il peggio \u00e8 passato, potete trovare un p\u00f2 di ghiaccio all&#8217;ombra ma la strada \u00e8 pulita.&#8221;<br \/>\nSaliamo decisi, prudenti ma decisi, e dopo il lungo tratto sinuoso, all&#8217;altezza del rifugio iniziano i tornantoni tipici della Route 666, come l&#8217;ha poi ribattezzata Daniela.<br \/>\nLa neve comincia a fare la sua comparsa a bordo strada, per poi diventare elemento predominante man mano che si sale; la percorrenza del valico e la successiva discesa avvengono fra due muri di neve, sembra di essere in una pista da bob! Strada pulita, s\u00ec, ma bisogna camminare al centro evitando di mettere le ruote sul ghiaccio; e comunque il nastro d&#8217;asfalto \u00e8 opportunamente condito con sale misto ad una una finissima ghiaia.<\/p>\n<p>Non ho ansia, MrSergio non \u00e8 certo una novit\u00e0 e Daniela dimostra perizia e sicurezza; in questo scenario e con tutta la tranquillit\u00e0 del mondo arriviamo sotto Opi, proseguendo verso Barrea su una strada semideserta.<br \/>\nPassiamo il lago, la strada sale di nuovo e noi pure; si va verso Castel di Sangro, Roccaraso e poi Rivisondoli; la neve rende il paesaggio simile ad una foto in High Key: tutto \u00e8 bianco, dalle campagne ai rilievi montuosi, dagli alberi ai paesi che si intravedono in lontananza. Noi proseguiamo, attraversiamo Campo di Giove su un fondo stradale pessimo ma di grande soddisfazione, perch\u00e8 siamo consapevoli di esserci, di stare vivendo una delle nostre tante scorribande particolari, dove la nostra presenza \u00e8 spesso la sola presenza che si pu\u00f2 incontrare su due ruote.<br \/>\nIo e MrSergio chiacchieriamo, accoppiati nel canale bluetooth, e ad un certo punto la domanda sorge sponantanea: maaa&#8230; nd\u00f2 se magna?<br \/>\nRispondo: &#8220;avresti dovuto fermarti a Rivisondoli, ora conviene proseguire fino a Fara San Martino, prima non troviamo nulla.&#8221; E proseguiamo. La &#8220;nostra&#8221; fontanella poco dopo il Valico della Forchetta \u00e8 ghiacciata ma ci\u00f2 che fa veramente impressione \u00e8 vedere la strada che percorremmo lo scorso anno in estate, una strada immersa nel bosco e che sbuca a poca distanza dal Valico, completamente sommersa dalla neve; ovviamente una sbarra ne chiude l&#8217;accesso, ma se non ci fosse la sbarra non si capirebbe che l\u00ec c&#8217;\u00e8 una strada! La neve ricopre tutto, altissima fino ad arrivare a met\u00e0 dei grossi tronchi e fronde ed alberi caduti fanno pensare ad una selva impenetrabile!<br \/>\nMa la SS84 ben presto cattura con prepotenza la nostra attenzione, mostrandoci tutta la sua austera bellezza; le rocce che incombono sull&#8217;asfalto come panna che ricade sul cioccolato, invadenti, minacciose; il fondo valle che scorre alla nostra destra, tutto incute timore e rispetto e noi guidiamo di conseguenza, non senza prenderci quel minimo di libert\u00e0 che la confidenza e l&#8217;affetto del luogo ci consentono.<br \/>\nArriviamo cos\u00ec a Fara San Martino; poco prima di uscire definitivamente dall&#8217;abitato e dopo l&#8217;ennesima curva, c&#8217;\u00e8 un punto di ristoro, un bar pizzeria ristorante che ci accoglie calorosamente, in quanto adeguatamente riscaldato.<br \/>\nCi liberiamo delle armature, che accatastiamo su un tavolo adiacente: una natura morta fatta di caschi, guanti, protezioni, giacche&#8230;<br \/>\nPreso posto al tavolo a fianco ci apprestiamo ad ordinare, non senza aver fatto una visita di cortesia ai bagni. Qualcuno bussa in modo molto maleducato alla porta: &#8221; ma insomma, vogliamo liberare questo bagno?&#8221;<br \/>\nIl vaffa fermenta rapidamente\u00a0in gola, scuotendo prepotentemente le corde vocali; apro la porta per donargli la giusta libert\u00e0 ma&#8230; Sorpresa, Gianfranco!!!<br \/>\nResto un attimo ammutolito e sbigottito, mentre con uno sforzo deglutisco il vaffa, e poi ci abbracciamo da fraterni amici quali siamo. Queste sono situazioni nelle quali in una frazione di secondo si torna indietro di secoli.<br \/>\nCon Gianfranco e\u00a0Massimo ho condiviso amicizia intima e scorribande in moto, quante e quante ne abbiamo fatte!<br \/>\nPoi, come spesso avviene, gli accadimenti della vita ci portano a prendere strade diverse ma ci\u00f2 che \u00e8 stato fra noi era veramente profondo e per forza di cose \u00e8 rimasto radicato nell&#8217;animo.<br \/>\nTorniamo ai tavoli, saluto Patrizia e Ludovica, moglie e figlia di Gianfranco, ed i loro amici di gita poi, prima che i ricordi rubino la scena, torno al tavolo e mi riunisco ai miei compagni di merenda.<br \/>\nUn tagliere formaggi ed affettati per antipasto; pasta, ottima, abbondante e con l&#8217;aggiunta di una ulteriore ciotolona della medesima che ci viene recapitata al tavolo a nostra insaputa.<br \/>\nAcque, caff\u00e8 e con 10 eurozzi a testa facciamo la nostra porca figura alla cassa.<br \/>\nSaluto rapidamente la combriccola di Gianfranco e poco dopo siamo di nuovo fuori, di nuovo bardati; come novelli crociati alla conquista di Edessa, cavalchiamo i nostri destrieri per raggiungere l&#8217;agognata meta.<br \/>\nLa strada dopo un p\u00f2 diventa tranquilla, le curve si addolciscono ed il nastro d&#8217;asfalto si distende verso il mare; passato Lanciano non sono molti i chilometri che ci separano dall&#8217;arrivo.<br \/>\nEd arriviamo, possiamo concederci anche un proseguimento a bassa andatura lungo la Costa dei Trabocchi per poi tornare indietro e fermarci alla locanda.<br \/>\nParcheggiamo le moto e prendiamo possesso delle camere; l&#8217;orario di arrivo \u00e8 quello abituale, quel tardo pomeriggio ma non troppo tardo, che ti consente doccia, relax ed una passeggiata a piedi prima di andare a cena.<br \/>\nFacciamo le foto al trabocco che \u00e8 proprio di fronte alla locanda, fino al calar del sole in modo da poter catturare la splendida luce naturale che, poco pi\u00f9 tardi, si lascia sopraffare\u00a0dai fanali apposti lungo il molo e sul trabocco.<br \/>\nDue chiacchiere con un loquace indigeno, poi prendiamo la strada della locanda. Ceniamo qui, il tavolo ben presto si riempie: piatti di spaghetti alle vongole, il tipico brodetto locale, dolce, vino, tanta acqua, ben cinque bottiglie che includono la scorta notturna; con 18 euri a testa chiudiamo la pratica.<br \/>\nDue passi dopo cena, constatando che il meteo \u00e8 stato molto generoso ma che, come ogni cosa, tutto ha un limite: le nuvole, fino ad ora presenti ma discrete, alte, riprendono ad addensarsi in una specie di riunione carbonara, lasciando presagire un complotto ai nostri danni.<br \/>\nRaggiungiamo i giacigli, prima di addormentarmi mi metto a trafficare con la carta per cercare un percorso per il rientro del giorno dopo, che possa essere un itinerario compatibile con il maltempo ma interessante, motociclisticamente dignitoso. Raggiunto lo scopo e soddisfatto, chiudo la carta e mi lascio andare al meritato riposo.<\/p>\n<p>Durante la notte, silenziosa, rilassante, la pioggia scende piano ma incessante. Metto il naso fuori della porta verso le 6 e mi preparo psicologicamente ad un rientro bagnato.<br \/>\nDopo la colazione, per\u00f2, la pioggia diventa fine e delicata, pi\u00f9 uno sporca visiere che un rovescio vero e proprio. Ma al momento di avviare le moto si prefigura l&#8217;episodio che avrebbe dato vita all&#8217;avventura di questa gita: la mia moto non parte, batteria completamente a terra. Era successo anche a Casciana, a Febbraio, ed avevo dato la colpa alla notte trascorsa sotto la pioggia incessante ed al freddo.<br \/>\nI cavetti, presto, non c&#8217;\u00e8 un minuto da perdere! MrSergio li tira fuori e la moto riparte; prendiamo la strada del rientro, seguendo la costa fino a poco prima di Ortona, poi deviamo verso l&#8217;interno per raggiungere Chieti, attraversando un p\u00f2 di colline.<br \/>\nBel percorso, la pioggia ci accompagna ma in modo delicato, senza essere d&#8217;intralcio. Lambiamo la periferia di Chieti, ecco la Tiburtina: Manoppello Scalo, Alanno, Scafa, i cartelli scorrono a velocit\u00e0 regolare lungo la via e quasi non ci accorgiamo che, oramai, la pioggia ci ha lasciati da un p\u00f2 di chilometri.<br \/>\nArriviamo alle porte di Popoli che lo scenario \u00e8 umido ma non completamente annacquato; fa freddino, ma le strade sono pulite anche se giustamente e leggermente scivolose.<br \/>\nL&#8217;idea pian piano prende forma nell&#8217;involucro racchiuso all&#8217;interno del casco, rapida consultazione con MrSergio tramite il dente blu e via, in breve siamo a Raiano.<br \/>\nSosta caff\u00e8, cioccolata per Daniela, il freddo ci ricorda di esistere nonostante, da due giorni, siamo in Primavera. Ci scaldiamo un p\u00f2 all&#8217;interno del bar e dopo riprendiamo le moto per goderci le Gole di San Venanzio.<br \/>\nArriviamo, e passiamo senza fermarci, a Castelvecchio Subequo; proseguiamo verso Castel di Ieri per poter valicare a Forca Caruso&#8230; Strada ghiacciata ai bordi, bisogna fare attenzione a dove si mettono le ruote; intorno solo neve e neve; le pale dei generatori eolici che, come fantasmi, appaiono e scompaiono fra le nuvole; atmosfera surreale, scenario insolito ed improponibile se correlato ad una gita in moto.<br \/>\nMa sappiamo il fatto nostro, la migliore qualit\u00e0 dei Babbaluci non \u00e8 andare a manetta ad ogni costo, ma sapientemente sapersi adattare al tracciato ed alle condizioni climatiche per poter raggiungere qualsiasi meta, e questo stiamo facendo, siamo semplicemente noi stessi. Ci fermiamo nei pressi del valico per le foto, poi il freddo ci consiglia di non indugiare nella sosta. Cominciamo a scendere verso Celano, poi ecco Avezzano, dove girando per le vie del centro individuiamo un bar ben fornito di focacce e panini. Sosta, l&#8217;ora c&#8217;\u00e8 e la fame pure. Ordiniamo e poi ci andiamo a sedere all&#8217;interno di un moderno gazebo in metallo e vetro, riscaldato a meraviglia e non da quei funghi cinesi che odio; l&#8217;aria calda arriva dalle grate incassate nel pavimento di legno.<br \/>\nConsumiamo il frugale e soddisfacente pasto e ci rimettiamo in sella, ma senza partire perch\u00e8 la mia moto, di nuovo, si rifiuta di avviarsi e lo fa solo dopo tante preghiere e convincimenti.<br \/>\nSi va verso Tagliacozzo, saliamo e dopo Sante Marie la moto si ammutolisce, del tutto e definitivamente. Il sospettato \u00e8 ora reo confesso: lo statore!<br \/>\nLa strada \u00e8 ghiacciata, siamo dopo una curva e Daniela, saggiamente, si apposta all&#8217;inizio della medesima per le opportune segnalazioni.<br \/>\nIo e MrSergio armeggiamo con cavetti e batterie, ma visto l&#8217;esito negativo dei nostri tentativi e la luce che comincia a scarseggiare, decidiamo per il traino.<br \/>\nSiamo attrezzati, in ordine di apparizione entrano in scena la fettuccia da montagna, i rinvii ed il cordino d&#8217;acciaio che MrSergio ha sapientemente inguainato in un tubetto di gomma e provvisto di redance.<br \/>\nLa mia moto \u00e8 ora unita alla sua in un cordone ombelicale che va dai riser del mio manubrio al suo portapacchi; la comunicazione via interfono si dimostra quanto mai utile per tenere la corda sempre in tiro.<br \/>\nUna quindicina di chilometri, poi Carsoli; un distributore, ci accampiamo; il gentilissimo gestore chiama al telefono il proprietario di un negozio di ricambi moto proprio di fronte, ma questi essendo domenica \u00e8 fuori; per\u00f2 ci dice che la madre pu\u00f2 venirci ad aprire il negozio e possiamo prendere ci\u00f2 che ci serve, batteria e quant&#8217;altro, &#8220;poi quando ripasserete da qui, pagherete&#8221;.<br \/>\nCi sta un triplo esclamativo? Si, proprio tutto, anche tre!!! Per\u00f2 non ha la batteria adatta, le sue dovrebbero essere riempite di acido e tenute sotto carica almeno tre ore.<br \/>\nCos\u00ec torna alla ribalta l&#8217;idea iniziale: supermercato, MrSergio parte, io e Daniela ci occupiamo dei preparativi per l&#8217;operazione: si tagliano a misura i cavi dei morsetti di MrSergio, si scollega la vecchia batteria, si prepara il sito per il trapianto della nuova, che verr\u00e0 sistemata all&#8217;interno della borsa da serbatoio.<br \/>\nMr ritorna con una batteria da auto da 35Ah, che inseriamo nell&#8217;alloggio previsto e tramite le nuove arterie artificiali connettiamo ai morsetti della vecchia. Il tutto, cavi e morsetti, viene posizionato e fasciato con cura meticolosa, nulla deve pendere, nulla deve scintillare; i cavi escono da sotto la sella, vengono fissati con fascette alla maniglia della borsa e dalla congiunzione delle cerniere entrano nella borsa.<br \/>\nOperazione da manuale, trapianto perfettamente riuscito! All&#8217;inizio la moto borbotta, ha un avvio incerto e faticoso, la centralina si \u00e8 giustamente risentita di tutti gli sbalzi che ha dovuto subire.<br \/>\nMa poi, capito che avevamo agito anche per il suo bene, per consentirle una alimentazione corretta e sufficiente, si mette a disposizione senza ulteriori polemiche.<br \/>\nStacco l&#8217;anabbagliante, che consumerebbe troppa energia; oramai \u00e8 scuro, prendiamo l&#8217;autostrada che \u00e8 a soli due chilometri e procedo con la sola posizione e, di tanto in tanto, le quattro frecce -che consumano parecchio- , l&#8217;incedere sicuro protetto da MrSergio in avanguardia e Daniela subito dietro.<br \/>\nArrivare al casello \u00e8 abbastanza veloce ed agevole, poi il deliro del raccordo. Ci eravamo salutati all&#8217;area di servizio Colle Tasso, poco prima del casello, la mia moto rigorosamente lasciata accesa.<br \/>\nLoro avevano anche insistito per scortarmi fino a casa, ma lo ritenevo inutile. Cos\u00ec, acceso solo l&#8217;abbagliante nello svincolo GRA &#8211; AUTOSTRADA FIUMICINO, prendo per Civitavecchia sempre con le sole quattro frecce e la posizione. Arrivo a casa; entro nel garage, spengo la moto e non riparte pi\u00f9!!!<\/p>\n<p>La gita si \u00e8 conclusa, e con essa l&#8217;avventura. Abbiamo percorso strade non facili in ambienti non facili; neve, ghiaccio, freddo, nulla ci ha fermato, neanche l&#8217;inconveniente alla mia moto.<br \/>\nI Babbaluci hanno dimostrato ancora una volta di essere ci\u00f2 che sono: motociclisti veri, senza fanatismi, senza borchie, senza tute in pelle ma molto efficaci, molto consistenti.<br \/>\nDaniela ha degnamente arricchito le nostre fila; \u00e8 un piacere vedere la gente guidare in quel modo, molti maschietti potrebbero vergognosamente arrossire dentro il casco.<br \/>\nI complimenti si estendono anche scesi di sella: compagnia e simpatia sono quanto di meglio si possa sperare.<br \/>\nSu MrSergio nulla da dire che gi\u00e0 non sia stato detto, posso solo ripetere condensando in una sola parola la mia concezione sull&#8217;uomo e motociclista: affidabile! C&#8217;\u00e8, sempre, in ogni situazione non si tira mai indietro, \u00e8 uno di quelli (pochissimi) con i quali farei il giro del mondo in moto.<br \/>\nIo? Che c&#8217;entro io, la mia poca esperienza e la mia troppa modestia mi impediscono di esprimermi adeguatamente.<\/p>\n<p>Alla prossima, Amici.<br \/>\nE vorrei vedervi tutti, Babbaluci che non siete altro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E siamo a Marzo! Oramai, e da tempo, \u00e8 consuetudine che i Babbaluci non riescano ad effettuare una gita al gran completo; c&#8217;\u00e8 sempre qualcuno che, per un verso o per l&#8217;altro, non pu\u00f2 aggregarsi all&#8217;allegra brigata. 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