{"id":21,"date":"2015-09-29T22:37:36","date_gmt":"2015-09-29T20:37:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.motoroma.it\/?p=21"},"modified":"2015-10-23T14:01:29","modified_gmt":"2015-10-23T12:01:29","slug":"27-28-settembre-sarteano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.motoroma.it\/?p=21","title":{"rendered":"27-28 settembre 2015 &#8211; Sarteano"},"content":{"rendered":"<p>Anche questo mese siamo riusciti a concederci una due giorni in moto&#8230;<br \/>\nMi sarebbe piaciuto, in occasione di due eventi concomitanti, il mio compleanno e la prima uscita con la mia nuova moto, che ci fosse stato qualche personaggio in pi\u00f9 e soprattutto MrSergio che a tutti gli effetti \u00e8 stato colui che ha valutato e contrattato l&#8217;acquisto della moto in mia vece, facendosi due viaggi alla Motorrad mentre io ero impegnato al lavoro. Grazie ancora!<br \/>\nVeniamo al dunque&#8230; In questa uscita abbiamo avuto il piacere della presenza di Jack che, rientrato da Londra, il venerdi sera si \u00e8 fatto una trasferta in moto da Fabriano a casa mia e di Rob arrivando alle 22:30. Motociclista d&#8217;altri tempi, anche lui come la maggior parte dei Babbaluci.<br \/>\nSistemata la moto di Jack nel box, che cos\u00ec ha avuto modo di fare amicizia con Karolina Silke la quale non conosceva nessuna delle moto babbaluche, saliamo in casa e ci lasciamo andare a racconti per colmare il lungo periodo di lontananza.<br \/>\nLa mattina successiva, sabato, ci svegliamo presto ed in breve siamo pronti per uscire; al box il solito rituale della vestizione; finalmente i motori rombano e via, ci troviamo sull&#8217;Aurelia per raggiungere il luogo dell&#8217;incontro.<br \/>\nArriviamo, come consuetudine, perfettamente in orario sulla mezz&#8217;oretta di anticipo e poco dopo arrivano anche Freeblue e Annina.<br \/>\nPossiamo fare colazione&#8230; Qualche cazzata, le moto sono gi\u00e0 rifornite e si parte davvero, la gita \u00e8 ufficialmente iniziata; il percorso disegnato da Freeblue ci fa uscire subito dal GRA, siamo sulla Trionfale.<br \/>\nLa Cassia, in questo tratto SR2, ci conduce sulla Braccianese Claudia: Bracciano, ovviamente, poi il percorso ci porta a lambire le sponde del lago di Vico, passiamo San Martino al Cimino, Viterbo ed infine, con un percorso veramente da goduria in moto, arriviamo a Bolsena.<br \/>\nMagnamosela &#8216;na cosetta!<br \/>\nSosta in piazza, la simpatica vigilessa ci consente un parcheggio comodo ma non regolare, anche se le moto non procurano affatto intralci; ci sediamo ai tavoli all&#8217;aperto e fra caff\u00e8, bibite e qualche trancio di pizza preso direttamente al forno siamo in grado di ripartire con uno stato d&#8217;animo e di panza predisposti al meglio.<br \/>\nSan Lorenzo Nuovo, Acquapendente, Ponte a Rigo e qui, decisi, lasciamo la Cassia per raggiungere Piancastagnaio.<br \/>\nBella sia per l&#8217;ambiente che per la guida la strada che, salendo, ci porta fino all&#8217;Amiata.<br \/>\nIl clima cambia, la temperatura si abbassa decisamente; gli ultimi chilometri sono in mezzo alle nuvole, ci fermiamo sul piazzale della seggiovia, parcheggiamo le moto ed entriamo nell&#8217;accogliente baita bar\/albergo. L&#8217;ora c&#8217;\u00e8, la fame non manca mai e dunque in breve ci troviamo seduti al tavolo, le femminucce accanto alla stufa accesa&#8230;<br \/>\nPanini rustici, con pancetta et similia, biscotti offerti dal gestore; due chiacchiere in tutta rilassatezza ed arriva il momento di ripartire, sono da poco passate le due di dopopranzo&#8230;<br \/>\nLasciamo l&#8217;Amiata e nel primo tratto, ancora nella fitta faggeta, abbiamo modo di vedere due leprotti belli in carne infrascarsi precipitosamente&#8230; epper\u00f2 erano ancora crudi! Scendiamo, dunque, ma non verso la Cassia, bens\u00ec verso Montalcino, poi San Quirico d&#8217;Orcia e adesso s\u00ec, ci troviamo a percorrere un breve tratto della Cassia direzione Roma. Prima di arrivare a Bagno Vignoni, per\u00f2, imbocchiamo la strada che sale per Radicofani, che lasciamo scorrere alla nostra destra proseguendo per Sarteano, meta della nostra gita.<br \/>\nPrima di arrivare in albergo riforniamo le moto e con grande piacere posso constatare i parchi consumi della mia moto.<br \/>\nEntriamo nel piazzale dell&#8217;albergo, pochi minuti per prendere possesso delle camere; dopo la sacrosanta doccia e indossati abiti civili, ci ritroviamo nel giardino dell&#8217;albergo. Portiamo le moto nel garage e poco dopo siamo intorno ad un tavolo, su comodi divani e poltrone sotto gli alberi, a gustarci prosecco -Jack no che essendo analcolico preferisce altro- parmigiano, noccioline e salatini.<br \/>\nBeh, questo l&#8217;ho interpretato come bagno alla mia nuova moto.<br \/>\nMentre siamo in siffatte pratiche indaffarati non possiamo non notare i preparativi per il ricevimento di un matrimonio; qualcosa non ci quadra negli allestimenti e nelle mise dei primi arrivati&#8230; ci spiegano che \u00e8 un matrimonio rumeno.<br \/>\nMolti accessori rossi sia per gli uomini che per le donne, sar\u00e0 una loro usanza&#8230; parecchie donne sono vestite con abiti di un verde acceso, varie fogge ma stessa tonalit\u00e0 per tutte.<br \/>\nAuto anche nuove, in prevalenza Audi e BMW, ma &#8220;acchittate&#8221; in modo pacchiano, che forse forse riportano ai nostri anni settanta.<br \/>\nSapremo poi dal personale dell&#8217;albergo che non c&#8217;\u00e8 stata cena ma un ballo continuo fino alle tre e mezza di notte, ovviamente ed abbondantemente inframmezzato da pause sigarette e poppate ai biberon di whisky, vodka ed altro. La musica, di chiara derivazione arabo-turca, \u00e8 stata una vera tortura! Performance live, tutti i pezzi erano caratterizzati dallo stesso ritmo binario, dalla stessa velocit\u00e0 e, se non bastasse, dalla stessa tonalit\u00e0! Non esisteva melodia, al ritmo base si sovrapponevano assoli di tastiera, con un timbro che ricordava le vecchie pianole Bontempi, e sassofono; ma le scale -modo misolidio- erano sempre le stesse e con abbondanza di cromatismi, con il risultato di un continuo ronzio, una specie di moscone impazzito. Scale molto veloci, per carit\u00e0, ed anche ben eseguite ma una bella pippa resta pur sempre una pippa&#8230;<br \/>\nCi hanno deliziato con qualche brano cantato, scopiazzature di Cutugno e pezzi della vena neo-melodica partenopea. Un pianto, insomma.<br \/>\nFinalmente la cena, argomento che per fortuna ha avuto un degno sviluppo.<br \/>\nL&#8217;antipasto di crostini, sinceramente, mi aveva un p\u00f2 preoccupato ed invece il menu riservava gradevolissime sorprese: pici, che personalmente mi sono fatto condire con il sugo dell&#8217;arrabbiata; gnocchi, ribollita; coscio di maiale -non quelle che ballavano- con funghi porcini, abbacchio e via dicendo. Il vino non ci ha esaltato ma non ci ha neanche deluso. Alla fine, con mia sorpresa, \u00e8 magicamente apparso un Berlucchi con tanto di Profitterol al seguito. Una sola candelina, altrimenti le sessanta e dico SE SSA NTA candeline avrebbero appiccato il fuoco alle tende!<br \/>\nMolto carini i tovaglioli con una specie di limite di velocit\u00e0 a 60 all&#8217;ora.<br \/>\nGrazie, amici&#8230; mi sono commosso!<br \/>\nArriviamo cos\u00ec al momento di andare a nanna; meno male che eravamo al terzo piano e fortunatamente c&#8217;era una bella e pesante porta taglia fuoco che una volta chiusa ha di molto attutito il maiala dance! Svegliatomi alle tre di notte sentivo ancora pompare il pippero!<\/p>\n<p>La mattina seguente, domenica, ci vediamo alle otto e mezza per la colazione. In attesa delle signore provvediamo intanto a tirare fuori le moto da garage, caricare i bagagli e settare i navigatori sul percorso concordato: R2!<br \/>\nDurante la colazione ci raggiunge Walter, amico di Freeblue, partito la mattina presto da Ladispoli.<br \/>\nSi scalda con un cappuccino insieme a noi e poco dopo siamo in strada.<br \/>\nL&#8217;itinerario si snoda fra dolci colline, sinuosi saliscendi di puro divertimento. Chiusi, Citt\u00e0 della Pieve che attraversiamo con me in coda al gruppetto, memore di tristi accadimenti \ud83d\ude42 e poi per vie alternative arriviamo sotto Todi; naturalmente imbocchiamo decisi ed allegri la Millecurve verso Orvieto. Jack sfoga la sua crisi di astinenza aggredendo le curve da vero Teddy Boy, ma sempre in piena sicurezza. Baschi; qui ci fermiamo per un panino ma al bar hanno solo panini confezionati.\u00a0Io, Freeblue e Jack ne avevamo gi\u00e0 fatti mettere a scaldare uno ciascuno, pazienza! Paghiamo, usciamo e riprendiamo le moto; nel frattempo una processione fa il suo giro di boa proprio al bar e se ne ritorna da dove era venuta&#8230; che tristezza, gi\u00e0 le processioni mi deprimono, vederne con cos\u00ec scarsa partecipazione, la banda asincrona ed i pochi vessilli alzati ne fanno una scena da film di Pasolini. Brrr&#8230;<br \/>\nRiprendiamo le moto, torniamo un p\u00f2 indietro per salire ad Orvieto. Parcheggiamo nella piazza del Duomo, dopo un primo tentativo andato a vuoto troviamo al corso un posticino con tavoli all&#8217;aperto. Panini con salumi, porchetta e via dicendo. Ottimi, siamo stati fortunati, ma d&#8217;altronde chi gira lecca e chi sta fermo se secca!<br \/>\nUn buon caff\u00e8 al bar e andiamo a riprendere le moto; tornando indietro incontro anche una persona alla quale avevo sistemato e modificato un paio di bassi elettrici&#8230; come \u00e8 piccolo il mondo!<br \/>\nSaliti in sella ritorniamo anche noi da dove eravamo venuti, come la processione. Riprendiamo il percorso ed in breve, sempre seguendo strade molto guidate e belle, arriviamo a Orte paese. Qui ci salutiamo: Jack verso Fabriano, Freeblue e Annina vanno a prendere l&#8217;autostrada per Roma, io, Lucilla e Walter proseguiamo sulla Ortana verso Viterbo ma a met\u00e0 strada deviamo per Soriano nel Cimino. Scendiamo al lago di Vico e ripercorriamo al contrario il tratto fatto all&#8217;andata, con la variante che arrivati a Manziana lasciamo la Braccianese Claudia e, passato Sasso, scendiamo sull&#8217;Aurelia.<br \/>\nSiamo arrivati! a casa ci scambiamo messaggi con gli altri, ognuno per confermare il proprio arrivo a casa.<br \/>\nAnche questa \u00e8 andata; la moto ha avuto una degna inaugurazione ed io un festeggiamento del compleanno veramente commovente.<br \/>\nDurante il tragitto del ritorno, in tratti dove si guidava rilassati ed a velocit\u00e0 da passeggio, pensavo al nostro gruppo, a come si \u00e8 modificato negli anni sia nelle modalit\u00e0 che negli stessi membri. Qualcuno se ne \u00e8 andato strada facendo, molto pochi i rimpiazzi ma di qualit\u00e0.<br \/>\nForse abbiamo perso un p\u00f2 il carattere Garibaldino di certe zingarate, la guida \u00e8 sicuramente pi\u00f9 tranquilla anche se non mancano momenti di in cui gli occhi diventano a fessura e le narici fumano&#8230; Ma ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 evidente \u00e8 la configurazione del gruppo. Oramai se arriviamo a 5 moto in una uscita \u00e8 record; non che mi dispiaccia, registro solo il dato di fatto.<br \/>\nColoro che sono rimasti hanno mantenuto integro lo spirito di gruppo, la filosofia motociclistica e di vita dei Babbaluci.<br \/>\nGli altri, evidentemente, Babbaluci veri non lo sono mai stati e forse non \u00e8 un caso che, in un modo o nell&#8217;altro abbiano abbandonato il gruppo. Una sorta di selezione se non\u00a0naturale sicuramente inevitabile.<br \/>\nRiflessioni di un sessantenne nell&#8217;intimit\u00e0 del casco in una calda giornata autunnale&#8230; Wertmuller la intitolerebbe cos\u00ec.<\/p>\n<p>Ah, nel corso del ristoro a Monte Amiata le menti bacate di Annina e Ulysse hanno partorito il &#8220;magnamosela &#8216;na cosetta tour&#8221;.<br \/>\nSiete avvisati!!!<\/p>\n<p>Alla prossima, amici!&lt;\/span&gt;&lt;\/p&gt;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche questo mese siamo riusciti a concederci una due giorni in moto&#8230; Mi sarebbe piaciuto, in occasione di due eventi concomitanti, il mio compleanno e la prima uscita con la mia nuova moto, che ci fosse stato qualche personaggio in pi\u00f9 e soprattutto MrSergio che a tutti gli effetti \u00e8 stato colui che ha valutato &hellip; <a href=\"https:\/\/www.motoroma.it\/?p=21\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">27-28 settembre 2015 &#8211; Sarteano<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-21","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-14"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.motoroma.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.motoroma.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.motoroma.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.motoroma.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.motoroma.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=21"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.motoroma.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1010,"href":"https:\/\/www.motoroma.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21\/revisions\/1010"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.motoroma.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=21"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.motoroma.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=21"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.motoroma.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=21"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}