{"id":23,"date":"2015-08-13T22:47:01","date_gmt":"2015-08-13T20:47:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.motoroma.it\/?p=23"},"modified":"2015-10-23T14:02:05","modified_gmt":"2015-10-23T12:02:05","slug":"11-12-agosto-majella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.motoroma.it\/?p=23","title":{"rendered":"11-12 agosto 2015 &#8211; Majella"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.motoroma.it\/?p=669\" target=\"_blank\">LE FOTO<\/a><\/p>\n<p>Ci siamo regalati una uscita infrasettimanale&#8230;<br \/>\nIl sondaggio fra gli amici del gruppo aveva rilevato che, oltre me, l&#8217;unico ad avere disponibilit\u00e0 per questa uscita era MrSergio.<br \/>\nIn settimana avevamo ipotizzato un paio di mete ed alla fine si era deciso per la Majella -che non \u00e8 una imprecazione- dedicandoci poi agli itinerari ed alla ricerca del posticino per passare la notte. Tutto pronto, non ci resta che andare&#8230; il luned\u00ec viene gi\u00f9 acqua che sembra il diluvio universale; per martedi le previsioni meteo dicono che ci sar\u00e0 ancora pioggia, ma per noi \u00e8 un dato puramente statistico, siamo noi che decidiamo quando andare e non ci lasciamo condizionare dalle stagioni, dai capricci del meteo, dagli orari o altre simili sciocchezze. Se si deve andare in moto si va, punto. E basta, aggiungo.<br \/>\nCi vediamo dunque alle sette di martedi mattina presso un&#8217;area di servizio sul Gra; sono in ritardo di mezz&#8217;ora, nel senso che arrivando quasi sempre mezz&#8217;ora in anticipo, questa volta presentandomi alle sette in punto mi trovo in ritardo sull&#8217;anticipo. S&#8217;\u00e8 capito?<br \/>\nMrSergio \u00e8 infatti gi\u00e0 l\u00ec, in ansia, e sento squillare il telefono mentre entro nel piazzale: \u00e8 lui!<br \/>\nFacciamo colazione ed una volta fuori restiamo a parlare quasi un&#8217;ora. Di cosa? mmmmh, al momento \u00e8 ancora top secret!<br \/>\nSi parte, sono le otto; piccola tiratina sul raccordo ed usciamo sulla Anagnina.<br \/>\nTrotterelliamo allegri fino ad arrivare ad Artena, sempre splendido il colpo d&#8217;occhio sul paese arroccato l\u00e0 in alto.<br \/>\nArrivare a Colleferro e ritrovarci sulla Carpinetana \u00e8 un attimo; Montelanico, Carpineto Romano, passiamo sotto Maenza e poi serpeggiamo fra Pisterzo, Amaseno, Arce, Fontana Liri ed infine ci fermiamo a Isola del Liri.<br \/>\nParcheggiamo le moto, bar per un rinfresco e poi a piedi andiamo a fotografare la cascata. Una mezz&#8217;ora di sosta, tempo ne abbiamo.<br \/>\nCi rimettiamo in marcia, Sora e poi veloci verso Forca d&#8217;Acero. Il tempo fino ad ora ha retto, ma l\u00e0 in alto i monti sono avvolti da un hijab pi\u00f9 o meno integrale; gocce d&#8217;acqua si materializzano sul cupolino e sulla visiera. Come era facile immaginare, qualche tornante prima del valico la pioggia si fa pi\u00f9 consistente ed arrivati ai chioschi sul passo ci fermiamo per indossare gli antipioggia. Ma non restiamo li a perdere tempo aspettando che spiova, non \u00e8 cosa.<br \/>\nScendiamo dal passo, la centralina che abbiamo nella scatola cranica si \u00e8 gi\u00e0 auto settata su modalit\u00e0 RAIN, adottando l&#8217;adeguata mappatura.<br \/>\nIl passo non \u00e8 lento, ma cambia il modo di frenare, di entrare ed uscire dalle curve, di piegare la moto.<br \/>\nL&#8217;esperienza rende automatici questi adattamenti, ed \u00e8 quello che ci ha sempre consentito di uscire con qualunque tempo, su qualunque terreno.<br \/>\nArriviamo ad Opi o, meglio, sotto Opi poi, in rapida successione, passiamo Villetta Barrea, il lago, Barrea, Alfedena e ci ritroviamo sulla SS17, (s)conosciuta anche come Appulo-Sannitica.<br \/>\nDistributore, abbevero la moto mentre una signo&#8230;ra? ina? alquanto rustica e rotondetta fa le fusa a MrSergio (&lt;em&gt;nz\u00f2 capace, che m&#8217;aiutiii?&lt;\/em&gt;), che infatti la aiuta a fare rifornimento dal self service; self si fa per dire, era un Se..rgio Service. La pallocca, felice e rifornita, ringrazia e se ne va. Ce ne andiamo anche noi, nel frattempo la pioggia \u00e8 diminuita, \u00e8 diventata fine e quasi non la si percepisce. Roccaraso, Rivisondoli e siamo sulla mitica SS84. Scorre rapida la strada sotto le ruote, scorrono paesi dai nomi noti, che infilziamo ad andatura Garibaldina ma controllata ed infine arriviamo a Fara San Martino, in perfetto orario per lo spuntino.<br \/>\nE&#8217; cosa ovvia e buona fermarci alla nostra stazione di posta; ci liberiamo degli ingombranti ed umidicci capi tecnici, in pochi minuti ci viene preparato un tavolo; nell&#8217;attesa ci gustiamo l&#8217;impresa di un giovane e molto furbo cagnetto che si sbafa quasi un pranzo intero lasciato su un tavolo all&#8217;aperto dai commensali che hanno abbandonato la postazione alle prime gocce d&#8217;acqua. Si, perch\u00e8 nel frattempo l&#8217;acqua scende a scroscio, pi\u00f9 forte che pria.<br \/>\nPrendiamo possesso del tavolo, mangiamo: un piccolo tagliere di salumi ed affettati locali, una carbonara, un gelatino. Naturalmente acqua minerale.<br \/>\nCi attardiamo un p\u00f2, \u00a0nessuno ci corre dietro e mancano solo una cinquantina di chilometri a destinazione. Telefono al tizio della locanda e per poco non mi sfonda un timpano! Urla e neanche ti sta a sentire: snocciola rapido il suo discorso smozzicando le parole, non si capisce un&#8217;acca!<br \/>\nVa bene, comunque sa che siamo sulla strada e che presto arriveremo. Ripartiamo, ora non piove tanto ma appena le ruote iniziano a girare, ariecco l&#8217;acqua!<br \/>\nIl temporale \u00e8 intenso ma per fortuna dura poco. Ci arrampichiamo su per la Majella: Palombaro, Pennapiedimonte, Bocca di Valle e l&#8217;ultimo strappo a Pretoro. Pochi tornanti prima di Passo Lanciano c&#8217;\u00e8 la nostra locanda.<br \/>\nParcheggiamo, una volta spente le moto regna il silenzio assoluto&#8230; ci viene da parlare sottovoce! Prendiamo le borse ed entriamo: una cattedrale deserta! Non un rumore, nessuna anima viva e neanche morta!<br \/>\nCi sediamo, nella paziente attesa che qualcuno, uomo o animale, si materializzi nella navata&#8230;<br \/>\nMa!? Da dietro una colonna spuntano un mezzo divano ed un mezzo uomo, non nel senso che \u00e8 corto ma nel senso che gli si vedono solo i piedi e poca gamba&#8230; Ora il silenzio \u00e8 rotto da un russare sordo e profondo, una specie di tromba tibetana con la sordina.<br \/>\nFacciamo piccoli rumori ed l&#8217;uomo si sveglia, palesandosi nella sua interezza&#8230; beh, in effetti non \u00e8 che ci\u00f2 che si celava dietro la colonna fosse molto, un mezzo uomo ma si rivela subito molto simpatico e gentile. E&#8217; lui, l&#8217;urlatore telefonico!<br \/>\nUn gaff\u00e8, lo volete un gaff\u00e8? E senza attendere risposta va dietro al bancone del bar e comincia ad armeggiare&#8230;<br \/>\nVa bene. Ci lascia li e sale a verificare la camera, scende, prende i documenti e ci da la chiave. Ma \u00e8 inutile tentare di instaurare un discorso, parte per la tangente e sciorina rapidamente le cose che ci deve dire.<br \/>\nCi sistemiamo in camera, doccia e poi scendiamo; questo \u00e8 il momento del relax, che sempre affrontiamo come un sacro rituale: pochi o tanti che siamo, ci ritroviamo attorno ad un tavolo per un aperitivo, generalmente birra e patatine, e per quattro chiacchiere. Un simpatico cagnone ci porta un bastone ed inizia il gioco del lancio e riporto; conosciamo anche il cameriere tuttofare che ci porta la birra, simpatico e gentile anche lui come la stragrande maggioranza degli Abruzzesi. Poi arriva il gestore, con notes e penna, che ci voglia intervistare? Invece ci raccomanda che si cena alle otto e prende gi\u00e0 l&#8217;ordinazione, elencandoci prima le proposte della cucina. Decidiamo rapidamente, ma ci blocchiamo sui contorni; diceeee: &#8220;&lt;em&gt;c&#8217;\u00e8 l&#8217;inzalata, il pomodoro, le verdure, forse c&#8217;\u00e8 anghe altro ma non zono sicuro&#8230; vabb\u00e8, il condorno lo vediamo dopo, si cena alle otto.&lt;\/em&gt;&#8221; E se ne va, ma in quei pochi passi che deve fare per raggiungere la porta d&#8217;ingresso riesce a girarsi tre volte per dirci che si cena alle otto, c&#8217;\u00e8 il pomodoro mavabb\u00e8 il contorno lo vediamo dopo, si cena alle otto.<br \/>\nFiniamo la birra fra discorsi seri ed ameni, ovvie cazzate; MrSergio sale in camera a prendere una maglia pi\u00f9 pesante, io lo aspetto appostandomi vicino alle moto.<br \/>\nI due comici arrivano ora in coppia, l&#8217;urlatore esordisce: &#8220;<em>belle moto, e quanto s\u00f2? quanto s\u00f2?<\/em>&#8221; ovviamente si riferisce alla cilindrata.<br \/>\nRispondo: &#8220;questa \u00e8 milledduecento&#8221; e l&#8217;altro prontamente esprime il suo candido e sincero commento, palesando meraviglia: &#8220;<em>freeeeeeegnaa!<\/em>&#8220;.<br \/>\nProseguo: &#8220;quest&#8217;altra invece \u00e8 novecento&#8221; e di rimando l&#8217;urlatore riconosce la mia saggezza e parsimonia &#8220;<em>grande, anche questa, ma ti sei condenuto, ti sei condenuto<\/em>&#8220;.<br \/>\nArriva MrSergio, ci muoviamo per fare due passi e i due fanno per rientrare, ma immancabilmente&#8230; &#8220;<em>si cena alle otto, alle otto, c&#8217;\u00e8 il pomodoro ma vabb\u00e8 il condorno lo vediamo dopo, si cena alle otto<\/em>&#8220;.<br \/>\nSi fanno le otto e, per carit\u00e0!, ci avviamo al tavolo.<br \/>\nNon c&#8217;\u00e8 molta gente, atmosfera rilassata, sottofondo musicale tematico: liscio! Ma mica siamo in Romagna&#8230; C&#8217;\u00e8 qualche variazione, canzoni di sentimento ed alle prime note il cameriere alza il volume a palla&#8230; evidentemente questa canzone gli risveglia vecchi amori o cose simili, perch\u00e8 non capisce pi\u00f9 niente e comincia a sbagliare le portate: a noi ci viene intavolato il secondo prima del primo, ad un altro tavolo porta non so cosa al posto di non so cos&#8217;altro&#8230; Si ride, lui gira per la sala ripetendo &#8220;<em>errore mio, errore mio<\/em>&#8220;.<br \/>\nAncora una volta ci troviamo fuori dal tempo, fuori dai canoni classici, gente particolare, simpatica, gentile come solo in certi posti si pu\u00f2 trovare.<br \/>\nLui, il cameriere, \u00e8 un giramondo: \u00e8 da poco rientrato dall&#8217;Australia e fra poco ci torner\u00e0. L&#8217;altro anche, ha lavorato in diversi Paesi. Gente che non si \u00e8 lasciata cambiare da altre culture, altre modalit\u00e0 di vita ed \u00e8 rimasta semplice, genuina.<br \/>\nCon il primo arriva il gestore, ora in versione direttore di sala: &#8220;<em>c&#8217;\u00e8 il pomodoro, l&#8217;inzalata oppure la parmiggiana di zucchine&#8230;<\/em>&#8221; e che ce la lasciamo scappare?!?<br \/>\nDopo la pasta &#8220;chitarrina&#8221; con rag\u00f9 arriva un piatto con agnello, salsiccia, mozzarella grigliata, a parte le zucchine alla parmigiana.<br \/>\nTutto ottimo, oltre le aspettative. Il vinello bianco non \u00e8 un gran che ma un mezzo litro in due va gi\u00f9 con piacere.<br \/>\nDolcetto, gentilmente rifiutiamo amari ed alcolici vari ed usciamo di nuovo. Bella serata, oramai non piove da un bel p\u00f2, l&#8217;aria \u00e8 frizzantina e si sta proprio bene.<br \/>\nCi addentriamo nel boschetto, ci infanghiamo per bene le nostre belle scarpe da relax, siamo costretti a pulirle con erba e spigolo di muretti&#8230;<br \/>\nFine dei giochi, rientriamo in camera e ci prepariamo per la notte. Chiacchiere, sempre pi\u00f9 o meno serie, ma per lo pi\u00f9 si ruota sempre al solito argomento per il momento ancora secretato.<\/p>\n<p>Ci si ritrova all&#8217;alba, dopo varie interruzioni notturne dei rispettivi sonni&#8230; Ma la nottata \u00e8 stata comunque fresca e tranquilla.<br \/>\nPrepariamo il poco bagaglio e scendiamo per la colazione.<br \/>\nNel frattempo \u00e8 arrivata una ambulanza, una vecchietta si \u00e8 sentita male, problemi di pressione&#8230; Ci ritroviamo al banco per il conto, 30 la camera 24 tutto il resto, cena birre acque ecc.<br \/>\nDi nuovo le chiappe sulla sella, cominciavo a sentire la mancanza di questo intimo contatto. Saliamo a Passo Lanciano, ci regaliamo un caff\u00e8 ed una oransoda prima di salire al Blockhaus.<br \/>\nSi sale, strada immersa nel fitto bosco; tornanti, pratoni di montagna, ecco il rifugio Pomilio, si parcheggiano le moto. Panorama stupendo, montagne austere come tutte quelle dell&#8217;Abruzzo.<br \/>\nMa una marea di antenne e ripetitori di tutti i tipi fanno stupro di questo magnifico paesaggio. E&#8217; il prezzo del progresso e c&#8217;\u00e8 sempre da domandarsi se non sia troppo caro, troppo.<br \/>\nMa anche gli abitanti di queste regioni hanno il diritto di usare il cellulare, di vedere la tv che spesso \u00e8 l&#8217;unica fonte di svago in paesi che non hanno neanche un cinema o un teatrino, in case che non hanno neanche un paese&#8230; Gironzoliamo un p\u00f2, poi prendiamo la strada del ritorno, tracciata dalla oramai esperta mano di MrSergio.<br \/>\nCi addentriamo in un territorio selvaggio, per certi tratti aspro, duro come \u00e8 dura la vita da queste parti: si vedono casolari di pietra, ricoveri per gli animali, per lo pi\u00f9 greggi.<br \/>\nQui l&#8217;allevamento e l&#8217;agricoltura sono ancora importanti e spesso le uniche attivit\u00e0 possibili.<br \/>\nScendendo attraversiamo paesini graziosi, abbiamo importanti montagne intorno, strade non sempre ben asfaltate ma che si intonano perfettamente con l&#8217;ambiente circostante.<br \/>\nIl Passo Leonardo, un paio di foto e si riprende il cammino. Arriviamo a Pacentro dall&#8217;alto; strada chiusa in due punti ma sappiamo che con le dovute accortezze si pu\u00f2 passare, non sempre ma spesso, questa volta \u00e8 una delle tante in cui riusciamo nell&#8217;intento. Arrivando a Pacentro da questa direzione non si pu\u00f2 non fermarsi a fotografare ed ammirare il paese disteso sul monte e fra il verde, con Sulmona e la Conca Peligna a fare da sfondo. La Conca Peligna&#8230; a me evoca immagini erotiche!<br \/>\nFotografiamo, entriamo in paese e dopo un paio di giri ci fermiamo presso un distributore-bar-alimentari-parco giochi.<br \/>\nIl ragazzo che gestisce l&#8217;attivit\u00e0 ci fornisce un tavolo all&#8217;ombra, panini con hamburger, altri due con salame e formaggio, due cocacole ghiacciate e una simpatica conversazione, raccontando delle sue disavventure motociclistiche. Anche qui ci attardiamo, il posto \u00e8 incantevole, all&#8217;ombra si sta benissimo, le chiacchiere sono piacevoli, ma poi giunge il momento di partire.<br \/>\nUsciamo dal paese, altra strada chiusa (ci dicono che ad aprile ha fatto un metro e venti di neve) ma questa volta siamo costretti a deviare. Attraversiamo il centro di Sulmona e dopo un paio di giri da minuetto siamo sulla statale. Poi un tratto veloce di autostrada, per passare Avezzano; di nuovo la Tiburtina, che percorriamo spediti fino a Vicovaro.<br \/>\nNegli interfoni. durante il tragitto, abbiamo parlato di noi, di progetti, dei Babbaluci e dell&#8217;attuale situazione degli stessi&#8230; forse l&#8217;intimit\u00e0 del casco favorisce l&#8217;insorgere di certe tematiche anche loro intime, delicate.<br \/>\nArriviamo alla stazione di Mandela, sappiamo che da qui alla fine non ci sar\u00e0 storia: caldo afoso, insopportabile, auto, caos al casello, delirio sul raccordo.<br \/>\nRapido saluto in corsa, un&#8217;occhiata, ci stringiamo la mano mentre le moto corrono e ci facciamo il segno del telefono.<br \/>\nCerto, ci sentiremo, e vedrai che salter\u00e0 fuori qualche altro bel progetto&#8230;<\/p>\n<p>Alla prossima, amici!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LE FOTO Ci siamo regalati una uscita infrasettimanale&#8230; Il sondaggio fra gli amici del gruppo aveva rilevato che, oltre me, l&#8217;unico ad avere disponibilit\u00e0 per questa uscita era MrSergio. 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