{"id":401,"date":"2011-09-26T16:32:03","date_gmt":"2011-09-26T14:32:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.motoroma.it\/?p=401"},"modified":"2015-10-23T14:10:22","modified_gmt":"2015-10-23T12:10:22","slug":"20-24-settembre-corsica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.motoroma.it\/?p=401","title":{"rendered":"20-24 settembre 2011 &#8211; Corsica"},"content":{"rendered":"<p>La Corsica, finalmente!<br \/>\nSul forum, a luglio, le prime ipotesi, i primi studi di fattibilit\u00e0, le prime adesioni anche se ovviamete con riserva. Poi abbiamo iniziato a fare sul serio, con la ricerca della base logistica pi\u00f9 adatta sia come sistemazione sia come fulcro delle escursioni; la ricerca dei traghetti, i cambiamenti che si sono dovuti effettuare causa mancanza di coincidenze o soppressione di corse da e per Palermo, che hanno ovviamente condizionato Marmar e di conseguenza il gruppo. Poi, alla prima settimana di settembre, abbiamo concretizzato il tutto fissando le date definitive e dando seguito alle prenotazioni della casa e dei traghetti.<br \/>\nAnche se abbiamo messo piede, o meglio le ruote, in terra Corsa il giorno 21 settembre, in realt\u00e0 il viaggio \u00e8 iniziato il giorno prima, il 20: MrSergio alle 13 \u00e8 all&#8217;aeroporto per prelevare Marmar giunto da Palermo; ai due si unisce Jack, proveniente da Fabriano e tutti insieme, dopo essersi rifocillati al nostro chiosco abituale, si recano nel mio garage dove \u00e8 custodita la moto di Marmar e relativo bagaglio, lasciati qui dopo il soggiorno a Roma in agosto; Marmar ha le chiavi del garage e di casa e dunque sono autonomi.<br \/>\nIo e Lucilla, sempre martedi 20, stiamo rientrando da un soggiorno a Ventotene e ci uniamo all&#8217;allegra brigata nel pomeriggio. La mia moto \u00e8 gi\u00e0 pronta, gomme nuove ed il poco bagaglio gi\u00e0 caricato prima di partire per Ventotene, altrimenti non avrei avuto tempo. Marmar invece sistema le ultime cose e cos\u00ec arriviamo all&#8217;ora dell&#8217;aperitivo, che consumiamo nel bar preferito; durante l&#8217;aperitivo ci raggiunge anche Freeblue e la compagnia \u00e8 al completo. Dal bar ci trasferiamo al pub poco distante e dopo una frugale cena siamo tutti a casa mia.<br \/>\nIl proposito era di partire verso le 22, in modo da poterci fare una notturna percorrendo la Cassia, Volterra&#8230; insomma, strade piacevoli per essere a Livorno alle 6 e 30 del mattino dopo, dato che il traghetto sarebbe partito alle 8 e 15. Invece ci trastulliamo un p\u00f2 troppo, fra chiacchiere e strimpellate di chitarra, con qualcuno che si abbiocca sul divano&#8230; Luicilla prepara i caff\u00e8 ed io, contrariamente al mio solito, non faccio pressioni per partire subito perch\u00e8 mi rendo conto che tutti veniamo da una giornata pesante, fra viaggi e lavoro e cos\u00ec lasciamo il garage all&#8217;una e trenta circa. Ovviamente decidiamo di percorrere l&#8217;Aurelia perch\u00e8 non abbiamo pi\u00f9 tempo per poter fare altri percorsi; fra una sosta caff\u00e8, un rifornimento ed una sosta semplicemente perch\u00e8 ci andava di fermarci arriviamo a Livorno all&#8217;alba; un p\u00f2 di attesa, neanche tanta a dire il vero, e subito dopo aver fatto colazione al bar del porto iniziano le operazioni di imbarco; in poco tempo sistemiamo le moto e ci ritroviamo stravaccati nel salotto del ponte superiore. Una dormitina ci sta tutta, anche se nessuno riesce ad andare oltre l&#8217;ora e mezza di sonno, ma \u00e8 quanto basta per resettarci e lasciarci la nottata alle spalle.<\/p>\n<p>Purtroppo la mattinata di questo primo giorno \u00e8 andata sprecata in traghetto, magarri fosse partito alle 2 di notte!<br \/>\nSbarchiamo, ci districhiamo nel traffico indisciplinato di Bastia ed in poco tempo ci troviamo sulla strada veloce che seguendo la costa verso sud conduce a Porto Vecchio.<br \/>\nAppena fuori Bastia troviamo lungo la strada un bar con dei tavoli all&#8217;ombra ed un parcheggio a vista, cos\u00ec ci fermiamo per un panino, sono oramai le 14 e 30. Trangugiamo delle mezze baguette con prosciutto, formaggio di capra ed altri prodotti locali, svuotiamo qualche bottiglia di acqua e senza fretta ci rimettiamo in marcia.<br \/>\nBen presto lasciamo la strada veloce, poco meno di 50 km da Bastia, ed a Casamozza deviamo verso le alture dell&#8217;interno; \u00e8 la regione di Castagniccia quella che andiamo ad attraversare, poco frequentata dai turisti ma che come altre parti della Corsica \u00e8 di una rara bellezza. Lungo il tragitto che ci porter\u00e0 a Morosaglia abbiamo anche modo di femarci a fotografare una cristallina pozza di acqua originata da alcune piccole cascatelle a loro volta alimentate da un ruscello che scorre fra i castagni. Il posto \u00e8 da favola, come sono da favola le bocce di una giovane turista tedesca che ci vengono mostrate dal generoso e lasco decolt\u00e8 nella loro interezza e splendore mentre si china a raccogliere dei sassi.<br \/>\nViva la Corsica, viva le giovani tedesche e viva le bocce al vento! \ud83d\ude42<br \/>\nRiprendiamo il cammino, la strada \u00e8 sinuosa e le curve si susseguono senza interruzione; il fondo stradale non \u00e8 dei migliori, ma sappiamo benissimo che in Corsica potrebbe essere molto peggio; in fondo basta adattare la velocit\u00e0 alla conformazione ambientale e non ci sono problemi, possiamo gustarci il tragitto in tutta tranquillit\u00e0; il panorama \u00e8 stupendo, in alcuni tratti usciamo dal fitto castagneto e possiamo ammirare le valli circostatni, le vette rocciose in lontananza, il tracciato della strada che si scorge sulla costa della collina di fronte; se esiste un paradiso terrestre questo \u00e8 la Corsica. Intanto la strada migliora e possiamo trasferire la nostra attenzione dal panorama alla guida, assaporandone il piacere intenso ora che le curve scorrono pi\u00f9 veloci sotto le ruote.<br \/>\nArriviamo a Ponte Leccia, crocevia sulla direttrice di Corte; facciamo il primo rifornimento Corso e ci dirigiamo all&#8217;imbocco delle Gole di Asco, che percorriamo per 5 &#8211; 6 km prima di arrivare al campeggio dove abbiamo prenotato la nostra casetta. Ci accoglie un tizio abbastanza rustico, ci presentiamo e lui, nel verificare la nostra prenotazione, ci dice che c&#8217;\u00e8 un problema: la casa da 6 posti \u00e8 stata data per sbaglio a qualcun altro ed \u00e8 rimasta libera la casa con 4 posti letto dove possiamo aggiungere un altro letto; ce la mostra e vediamo che tutto sommato pu\u00f2 andare bene anche cos\u00ec, \u00e8 bella grande e non c&#8217;\u00e8 neanche bisogno di aggiungere il letto perch\u00e8 c&#8217;\u00e8 un divano molto grande e comodo; nel frattempo che aggiustiamo la cosa il tizio ci offre una graditissima bevuta: 4 belle birre fredde, birra Petra, alla castagna, ed una coca cola per Jack. Prendiamo possesso della casa, sistemiamo i bagagli, doccia, cambio di abito e siamo pronti per la cena: risalendo la gola dell&#8217;Asco arriviamo al paesino di Asco bassa, dove ci attende un rustico e delizioso ristorantino. Il gestore \u00e8 simpatico, ci propone un men\u00f9 con dentro un p\u00f2 di tutto: antipasto di charcuterie, lonzo, figatelli, jambon, formaggio di capra, pat\u00e8; una ciotola di lenticchie in umido con carni varie ed altro, fino al dolce. Soddisfatti rientriamo alla base percorrendo lentamente i circa 12 km delle gole nel buio pesto. Ci siamo meritati una intera notte di sonno vero, su un letto vero! Oggi abbiamo percorso circa 160 km, in mezza giornata&#8230;<\/p>\n<p>Come da accordi la mattina alle sette siamo tutti in piedi, la partenza \u00e8 fissata per le otto; i ragazzi sono tutti svelti ed evidentemente ansiosi di iniziare a girare per la Corsica, cos\u00ec lasciamo la casa con un quarto d&#8217;ora in anticipo. Ci fermiamo a Ponte Leccia, per la colazione; il bar \u00e8 quasi lurido, con gente che fuma al banco ma qui \u00e8 normale; i cornetti vengono prelevati da una busta, con le mani e cos\u00ec ci vengono offerti; ordiniamo i cappuccini, i succhi di frutta ed i caff\u00e8 e ci trasferiamo all&#8217;esterno. Nel frattempo Marmar chiede, mimando, dei tovaglioli di carta ed il barista risponde: &#8220;al bagno&#8221;. Marmar: &#8220;no pip\u00ec, tovaglioli&#8230;&#8221; ed il gestore replica: &#8220;AL BAGNO!&#8221;<br \/>\nVabb\u00e8, speriamo non siano usati e ci adattiamo&#8230;<br \/>\nFinalmente in moto: oggi \u00e8 previsto il giro di Cap Corse, detto pi\u00f9 comunemente &#8220;il Dito&#8221; e cos\u00ec scendiamo nuovamente a Bastia, seguendo per\u00f2 una strada veloce ma molto bella e sinuosa, con asfalto ottimo: in breve siamo sulla costa ed anzich\u00e8 tuffarci in quella bolgia della strada principale, devioamo per la laguna, su una strada che ci porter\u00e0 senza traffico ed in breve a Bastia Porto.<br \/>\nNon ci fermiamo, proseguiamo direttamente sulla D 80 che effettua il periplo del promontorio; una breve sosta foto in un posto incantevole, poi saliamo fino a Macinaggio ed Ersa; da qui si possono ammirare Cap Corse e l&#8217;isola della Giraglia e da qui inizia il percorso sul versante occidentale del promontorio. Scendiamo velocemente, la strada \u00e8 bella e l&#8217;asfalto non presenta problemi particolari, anzi in alcuni tratti \u00e8 ottimo. Facciamo numerose soste foto ed infine ci fermiamo al porto di Centuri; sono le 12 ed avevamo gi\u00e0 in programma di fare la sosta pranzo proprio qui. Il posto \u00e8 incantevole, da cartolina; parcheggiamo le moto e scendiamo per strette stradine e scalinate fino alla piazzetta sul porticciolo dove troviamo un bar con tavoli sistemati in una piccola nicchia nel muro di pietra che costeggia la banchina; in pi\u00f9, ai lati della nicchia, ci sono due enormi fichi che itrecciano le rispettive fronde sopra i tavoli, ombreggiando la simpatica terrazza. Ci accomodiamo, la ragazza del bar, sarda, ci dice che c&#8217;\u00e8 da aspettare per mangiare e cos\u00ec ci facciamo un aperitivo, durante il quale le cazzate, le prese in giro, gli scherzi si susseguono senza sosta. Ordiniamo poi una insalata a testa, un gelato o dolce e poi ci facciamo una passeggiata fotografica per il paesino, veramente bello e caratteristico. Salendo al parcheggio delle moto abbiamo modo di ammirare i tetti in ardesia delle casupole, ardesia che troviamo spesso lungo le pareti rocciose nelle quali sono scavate le strade, luccicante al sole pieno di queste meravigliose giornate. Ripartiamo ed una volta ripresa quota ci fermiamo per altre foto, qui il panorama \u00e8 straordinario, specialmente a Nonza ed anche poco prima, dove si possono ammirare dall&#8217;alto le calette con l&#8217;acqua trasparente e dai mille colori e le spiagge di ciotoli neri caratteristiche di questa regione.<br \/>\nArriviamo infine a Saint Florent, che per i Corsi \u00e8 ovviamente Santu Fiorenzu, e neanche ci fermiamo: abbiamo deciso che se riusciamo ad arrivare preso a casa faremo una escursione alle gole dell&#8217;Asco, fino in cima. Da Santu Fiorenzu si prende una delle strade pi\u00f9 belle e veloci di tutta la Corsica, la strada che passa al margine del Desert des Agriates. Andare piano \u00e8 un problema, non ci si riesce&#8230; le gomme sono appiccicate ad un asfalto ottimo, abbastanza pulito e caratterizzato da un grip notevole. Ci beviamo in un unico sorso i circa 30 km di questa pista che \u00e8 meglio del Mugello, fino all&#8217;incrocio con la dorsale che scende fino a Corte: seguiamo questa per arrivare presto a casa e presto arriviamo. Doccia velocissima, cambio di vestiario e siamo di nuovo in moto. C&#8217;\u00e8 luce, saliamo le gole dell&#8217;Asco fermandoci spesso a fare foto, fino ad arrivare in cima: Haut Asco, siamo sotto le creste rocciose della montagna, uno spettacolo della natura! Ora c&#8217;\u00e8 un dubbio da risolvere: cenare qui, presso la locanda del rifugio, scendere ad Asco e cenare nella trattoria della sera precedente o scendere proprio a valle e cenare in una trattoria\/pizzeria che Marmar ha verificato nel pomeriggio? Ci pensa Freeblue a risolvere il dilemma, insistendo per cenare qui. Io sono contento, sia perch\u00e8 il posto mi piace, sia perch\u00e8 mi piace lo spirito propositivo di Andrea; le uniche cose che evidenzio sono l&#8217;affrontare i 30 km di discesa nelle gole, su una strada con un fondo ai limiti dello sterrato nella parte alta, con nessuna protezione lato fiume, lo Stranciacone, e con la parete rocciosa dall&#8217;altro lato ed in pi\u00f9 con un ponte strettissimo da attraversare, ponte sistemato ovviamente fra due curve a 90 gradi e scherziamo proprio sul fatto che se lisciamo il ponte ci troveremo a mollo nelle gelide acque del fiume. E poi il freddo: per la cena non siamo vestiti con l&#8217;abbigliamento tecnico e c&#8217;\u00e8 la concreta possibilit\u00e0 che scendendo dai 1.400 metri del piazzale del rifugio, con la circolazione sanguigna impegnata a risolvere la pesantezza data dal cibo e dal vinello, in effetti si possa patire un p\u00f2 di freddo. Non \u00e8 che la cosa, personalmente, mi preoccupi pi\u00f9 di tanto ma \u00e8 giusto mettere in guardia i ragazzi e renderli consapevoli delle conseguenze.<br \/>\nAllegramente prendiamo possesso del tavolone di legno, nella locanda ci sono altri due gruppi di cui uno numeroso; il cameriere, simpatico e gentile, prende le ordinazioni e ci serve prontamente: charcuterie varia, cannelloni al brocciu, un formaggio locale aromatizzato, entrecote, vino, coca cola, acqua, gelati o tiramis\u00f9 artigianali, fatti da loro, caff\u00e8 e ammazzacaff\u00e8.<br \/>\nNel corso della cena non mancano spunti di ilarit\u00e0 allo stato puro, non diluita, non frenata; ad un certo punto uno del tavolo accanto si alza e comincia a cantare, forse per opera delle numerose bottiglie che avevano sul tavolo. Appaludiamo anche noi ed una del loro gruppo invita Marmar a cantare, ma lui rifiuta; allora intono una strofa irripetibile, in una poco credibile tonalit\u00e0 da tenore, dandoci dentro con la voce: un successo, sia per i nostri vicini che applaudono gridando brav\u00f2, sia per noi che ci sbellichiamo dalle risa; sia perch\u00e8 ho rifatto il verso al tizio che aveva cantato prima, sia per le parole della strofa. Con questo spirito ridiscendiamo la gola; il freddo c&#8217;\u00e8 ma non pi\u00f9 di tanto; \u00e8 buio pesto, per fortuna abbiamo fari supplementari e\/o lampadine molto potenti per rischiarare le tnebre; Andrea, a cui va il meritato riconoscimento, si mete alla testa del gruppo e lo guida per tutti e 30 i km della discesa&#8230; arriviamo a casa non solo sani e salvi, ma completamente soddisfatti. Oggi abbiamo percorso 302 km su strade non certo facili e siamo molto contenti del nostro gruppo.<br \/>\nIn tutto questo c&#8217;\u00e8 una attivit\u00e0 parallela: qui in Corsica giochiamo al Corsicazzu, un gioco dove non si vince ma si perde; si prendono punti se si dice o si fa una cosa molto divertente, se si \u00e8 pronti in moto per primi al mattino, se ci si sveglia per primi, se si segnala una bella topa, se si fa una scorreggia tonante o se si fa una cosa a favore del gruppo; si perdono punti per le loffie, per aver detto cazzate e soprattutto per essersi lamentati di una qualunque cosa o persona, anche a ragione&#8230; Oltre al gusto dello sfott\u00f2, del giocare, questo dovrebbe anche innescare una modalit\u00e0 pro-gruppo ed \u00e8 molto divertente.<\/p>\n<p>Dopo la bella dormita, qui non vola una mosca, siamo di nuovo in sella prima delle otto; oggi la giornata sar\u00e0 pi\u00f9 lunga della precedente ed il percorso oltre ad essere pi\u00f9 lungo sar\u00e0 anche pi\u00f9 duro. Di nuovo sosta a Ponte Leccia, ma altro bar; decisamente pi\u00f9 pulito e qui, cosa non rara che ho riscontrato anche in precedenti viaggi, tutti parlano a voce altissima; urliamo l&#8217;ordinazione, ridendo, e ci sediamo. Consumata velocemente la colazione partiamo senza indugi; seguiamo la dorsale per Corte ma prima di arrivarci deviamo per andare ad imboccare il canyon della Scala di Santa Regina. Le parole e le foto non riusciranno mai a rendere la bellezza e la suggestione di questo posto: due pareti rocciose, in mezzo alle quali scorre nel fondo un fiumiciattolo a tratti impetuoso, con una miriade di cascatelle, a tratti invece rilassato in enormi piscine naturali, con un&#8217;acqua sempre trasparente. Scavata letteralmente nella roccia, a mezza costa, c&#8217;\u00e8 la strada: non un solo centimetro di rettilineo, fondo stradale non pessimo ma certo neanche dei migliori; assenza di protezioni a valle, roccia che si incunea nella strada ed in certi punti la rende ancora pi\u00f9 stretta&#8230; non ci si pu\u00f2 far distrarre dal panorama, si guida con accortezza e quando la coda dell&#8217;occhio registra uno scorcio pu\u00f2 bello degli altri \u00e8 preferibile fermarsi. Incantevole, meraviglioso, questi sono gli aggettivi adatti. Percorriamo tutto il canyon, poi la strada sale attraverso la foresta d&#8217;Aitone fino ad arrivare ad Evisa; lungo la via abbiamo incontrato come al solito mucche, vitelli, maiali selvatici, asini, capre&#8230; nel canyon un gruppetto di capre si \u00e8 arrampicato sulla roccia praticamente verticale, da far invidia alla migliore moto da trial! Ci fermiamo ad Evisa, ad ammirare il panorama che si \u00e8 aperto sul golfo di Porto, con il mare che si intravede fra le due montagne&#8230; piccola sosta per foto e telefonate a casa, poi si riparte: Piana e le sue Calanches ed anche qui non si pu\u00f2 descrivere la bellezza della roccia rossa nella quale \u00e8 scavata la strada, le guglie, gli strapiombi, la strada stessa, il tutto di una bellezza assurda, creata dalla natura e, onestamente, mantenuta egregiamente dai Corsi. Fosse stata nostra, la Corsica, a quest&#8217;ora sarebbe piena di ville e villette abusive e non, di autostrade, priva di gran parte delle sue meravigliose foreste&#8230;<br \/>\nCi fermiamo a Piana; l&#8217;orario mensa nei nostri giri non \u00e8 fisso: in una fascia oraria che va dalle 12 alle 15, il primo posto strategicamente utile \u00e8 buono per un pranzetto veloce; ci ritroviamo dunque seduti ai tavoli di un bar, sulla terrazzetta ombreggiata che affaccia proprio sulla piccola piazza. Prendiamo le nostre insalate, addizionate dal gelato finale, assolutamente niente alcool; le solite cazzate sparate a raffica, con una performance da Oscar da parte di MrSergio: la cameriera, dato che lui non era stato attento, recita per la seconda volta e solo per lui la lista dei dolci e dei gelati, in francese, terminando con &#8220;soup anglais avec le blanc d&#8217;oeuf&#8221; e Sergio ordina: &#8220;ovo&#8221;!<br \/>\nSi riparte, strada verso Cargese fino ad arrivare ad una manciata di km da Ajaccio; bel panorama marino poi ci immettiamo sulla dorsale che da Ajaccio riporta verso Corte; strada larga, bell&#8217;asfalto, attraversa foreste, sempre ai margini di paesini senza mai entrare dentro; qui si cammina svelti, il nostro obiettivo \u00e8 arrivare poco prima di Vivario e li, in base all&#8217;ora, decidere se fare o meno una escursione supplementare al defile de l&#8217;Inzecca. Arriiviamo, siamo in orario e ci fermiamo ad un bar proprio sull&#8217;incrocio in modo da poter decidere rinfrescandoci la gola con un p\u00f2 di acqua; la strada \u00e8 sbarrata, chiusa, un cartello ci dice che stanno facendo lavori e non si pu\u00f2 passare. Abbiamo gi\u00e0 vissuto questa storia e non ci siamo certo fermati di fronte ad un cartello, quanto meno abbiamo tentato&#8230; Andrea, al solito, propone di andare mentre io mi astengo, non voglio fare pressioni; si discute, si parla con il ragazzo del bar, Andrea propone di nuovo di provarci; siamo in perfetto orario, si pu\u00f2 fare, e con soddisfazione vedo che gli altri accettano.<br \/>\nScavalchiamo il fosso a lato dello sbarramento io, Andrea e Marmar, mentre MrSergio semplicemente stacca il moschettone della catena e passa fischiettando, seguito da Jack&#8230; INFAMI! Prendiamo a salire, l&#8217;asfalto non c&#8217;\u00e8, \u00e8 uno sterrato dove a tratti compare qualche macchia o lingua di asfalto; in pi\u00f9 buche, canali dovuti al passaggio dei mezzi pesanti e dei cingolati, pietrisco, acqua che attraversa la sede stradale, strapiombo; 15 km, incluse alcune salite di tutto rispetto e qualche tornante completamente su terra. Ma ci piace, siamo felici per questo fuori programma&#8230; alla fine per\u00f2, quando questo tracciato incrocia il bivio per Ghisoni, ritroviamo l&#8217;\u00ecasfalto; deviamo per il canyon, il defile de l&#8217;Inzecca, che tanto per cambiare \u00e8 molto bello e suggestivo. Ci fermiamo a fare foto ma senza indugiare troppo, questa deviazine ci costa 60 km e non vogliamo arrivare a casa con il buio. Il tratto che dopo il canyon ci porta a riprendere la strada principale \u00e8 un vero spetacolo: asfalto steso da poco, pulito, perfetto. I rettilinei sono sempre inesistenti ed in un incessante susseguirsi di pieghe a destra e a manca ci ritroviamo a Vivario, ci immettiamo sulla strada veloce, passiamo Corte e ci fermiamo solo a Ponte Leccia, per fare rifornimento e decidere dove andare a cenare. La scelta cade su una pizzeria poco distante da casa, solo un paio di km; l&#8217;aspetto non \u00e8 dei migliori ma c&#8217;\u00e8 scritto che cuociono le pizze nel forno a legna e cos\u00ec, dopo essere passati a casa per doccia e cambio, ci sediamo ad un bel tavolo rotondo, tutto per noi. Non ci sono altri clienti se non alcuni intenti a bere cose al banco del bar. Prendiamo le pizze, non sono male; loro sono simpatici ed alla fine ci offrono anche il caff\u00e8 ed i digestif&#8230; In compenso consumiamo una buona quantit\u00e0 di birre, fra Pietra, Serena ed Heineken non ci siamo fatti mancare nulla, a parte Jack che va a benzina normale. Paghiamo, il conto \u00e8 veramente ridicolo e lasciamo ben 8 euri di mancia.<br \/>\nRientriamo a casa, nonostante la stanchezza ci troviamo tutti sul divano e cercare di vedere cosa ha fatto la Roma, ma riusciamo a vedere solo filmatini porno, sembra non trasmettano altro&#8230;<br \/>\nIl Corsicazzu \u00e8 terminato con la cena, come da regolamento ed ora si tirano le somme: perdono, ex aequo, Marmar e Freeblue e dunque sono costretti a recitare la litania per chiedere il nostro perdono, che gli viene concesso ma solo dopo penitenza&#8230; qui le parole non servono, rimandiamo alla visione del relativo filmato!<br \/>\nBuonanotte! Oggi sono stati 340 km, duri, intensi; la fatica c&#8217;\u00e8 ma nessuno \u00e8 spossato allo sfinimento, siamo tutti abbastanza allenati e sopportiamo bene le lunghe sedute in sella. Andiamo a letto molto soddisfatti.<\/p>\n<p>Si parte, oggi \u00e8 il giorno dell&#8217;addio.<br \/>\nAlle sette e come al solito siamo in piedi; prepariamo i bagagli, il conto lo abbiamo saldato la sera prima e siamo a posto; ancora una volta prima delle otto siamo in sella. Una nebbia abbastanza consistente ci accompagna per tutto il tragitto nella valle; all&#8217;incrocio, al solito incrocio, questa volta invece che prendere per Ponte Leccia andiamo in senso opposto ma ci rifiutiamo di fare la strada veloce. Saliamo per dolci colline e per le interminabili curve fino al paese di Belgodere; qui facciamo una ricca colazione, sotto la pergola di un bar minuscolo quanto grazioso, rustico; cornetti ed altro si prendono al forno adiacente, uno spettacolo. Non abbiamo nessuna fretta ed infatti la sosta \u00e8 pi\u00f9 lunga del solito, poi riprendiamo la via: ora si scende, fino ad incrociare la mitica strada del Desert des Agriates, che percorriamo in senso contrario rispetto a due giorni fa ed arriviamo a Santu Fiorenzu. Parcheggiamo, ci dividiamo per acquistare qualche ricordino dandoci appuntamento per le 11 e 30, ma siamo tutti in anticipo ed alle 11 e 25 siamo di nuovo su strada. Saliamo, ancora, dobbiamo attraversare la base del &#8220;Dito&#8221; per arrivare a Bastia e sull&#8217;altura abbiamo una piacevole sorpresa: fra corvi e gabbiani, in alto, volteggiano numerosi rapaci, che Marmar riconosce come nibbi, e dei falchi; Marmar riesce a fotografarne qualche esemplare e tutti siamo con il naso in aria ad ammirarli; un nibbio addirittura volteggia poco distante da noi e ci offre uno spettacolo emozionante facendo una magnifica virata e tuffandosi in picchiata! Neanche a Quark!<br \/>\nScendiamo a Bastia, entriamo direttametne in porto e siamo gi\u00e0 in fila per l&#8217;imbarco, puntuali in modo vergognoso.<br \/>\nCi ritroviamo al solito salotto, sono quasi le 14 e prendiamo qualche insalata allo snack della nave. Ci concediamo un paio di Pietra, per mantenere vivo il ricordo, tanto abbiamo da fare pi\u00f9 di 4 ore di navigazione e siamo dunque esentati dalla guida. Con un p\u00f2 di ritardo arriviamo a Livorno, ci vuole molto tempo per uscire dal traghetto perch\u00e8 la corsa del sabato \u00e8 strapiena; Marmar dovr\u00e0 prendere qui a Livorno il traghetto per Palermo e decidiamo di cenare tutti insieme, anche se \u00e8 presto. Jack trova una trattoria, parcheggiamo proprio di fronte e ci viene dato il tavolo in vetrina, cos\u00ec possiamo vedere le moto. Caciucco per tutti, una modestissima quantit\u00e0 di vino pro capite e ben presto siamo fuori; la cena \u00e8 stata divertente, il proprietario molto simpatico e ci ha anche allietato con una barzelletta in vernacolo. Ci salutiamo, il gruppo esplode: Marmar di nuovo al porto per l&#8217;imbarco per Palermo, Jack prende la strada per Pisa, Freeblue quella per Perugia ed infine io e MrSergio l&#8217;Aurelia per Roma.<\/p>\n<p>Finisce cos\u00ec la nostra piccola scorribanda in Corsica; un bel gruppetto, affiatato ed agguerrito: Freeblue, Jack, Marmar, MrSergio ed Ulysse; tutti puntuali, tutti ben disposti e motivati, desiderosi di fare strada e vedere posti. Il meteo ci ha premiati, regalandoci giornate piene di sole, nottate stellate che raramente si vedono altrove; noi alloggiavamo in una gola, immersi nel buio totale ed il clielo di notte era una immensa carta blu con una miriade di puntini luminosi, pi\u00f9 o meno grandi, a ricirdarci quanto siamo piccoli. L&#8217;alba, con le cime rocciose che si coloravano di rosa proprio di fronte alle nostre finestre, ci dava il buon giorno nel migliore dei modi. Tutto questo insieme alla bellezza dei posti, ci ha fatto vivere dei giorni indimenticabili; la riuscita del viaggio, poi, \u00e8 stata possibile grazie alle indubbie qualit\u00e0 dei ragazzi che hanno partecipato, che insieme formano un gruppo unico.<br \/>\nAltre avventure ci vedranno insieme, ora mettiamo nell&#8217;album anche questo ennesimo successo, con felicit\u00e0 ed orgoglio.<\/p>\n<p>Grazie a tutti, alla prossima!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Corsica, finalmente! Sul forum, a luglio, le prime ipotesi, i primi studi di fattibilit\u00e0, le prime adesioni anche se ovviamete con riserva. Poi abbiamo iniziato a fare sul serio, con la ricerca della base logistica pi\u00f9 adatta sia come sistemazione sia come fulcro delle escursioni; la ricerca dei traghetti, i cambiamenti che si sono &hellip; <a href=\"https:\/\/www.motoroma.it\/?p=401\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">20-24 settembre 2011 &#8211; Corsica<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[19],"tags":[],"class_list":["post-401","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-19"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.motoroma.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/401","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.motoroma.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.motoroma.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.motoroma.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.motoroma.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=401"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.motoroma.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/401\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1037,"href":"https:\/\/www.motoroma.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/401\/revisions\/1037"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.motoroma.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=401"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.motoroma.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=401"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.motoroma.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=401"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}