{"id":656,"date":"2015-07-20T20:41:05","date_gmt":"2015-07-20T18:41:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.motoroma.it\/?p=656"},"modified":"2015-10-21T20:46:12","modified_gmt":"2015-10-21T18:46:12","slug":"castelluccio-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.motoroma.it\/?p=656","title":{"rendered":"18-19 luglio 2015 &#8211; Castelluccio"},"content":{"rendered":"<p>Sabato mattina, ci incontriamo alla solita aera di servizio sul GRA: Freeblue\u00a0e Annina, MrSergio, Lucilla e Ulysse. In verit\u00e0 c&#8217;\u00e8 anche Daniela che, ancora dolorante alla spalla, non rinuncia per\u00f2 al piacere, suo e nostro, della rituale colazione babbaluca. Cara ragazza!<br \/>\nSi parte, direzione Flaminia, che percorreremo fino a poco dopo Rignano; poi ci immettiasmo su una piacevolissima strada immersa nella natura che, passando sotto Sant&#8217;Oreste e poi per Nazzano e Torrita Tiberina, ci porter\u00e0 a Poggio Mirteto Scalo.<br \/>\nDa qui proseguiamo sulla 313 fino a prendere la deviuazione per Cottanello. E&#8217; presto ma gi\u00e0 fa caldo, molto molto caldo. Ci fermiamo al bar sulla piccola piazza di Cottanello, acqua ed un gelato ci rimettono in sesto; durante la sosta arriva un piccolo ma variopinto gruppetto di motociclisti, molto eterogeneo sia nelle persone che nelle cavalcature e non possiamo non notare che sono motociclisti a tempo perso.<br \/>\nRiprendiamo la strada, ma solo per fare quella pochissima distanza che ci separa dall&#8217;Eremo di San Cataldo, dove ci fermiamo per qualche foto.<br \/>\nSi riparte, ora che si sale un p\u00f2 di quota il caldo \u00e8 molto meno asfissiane e, addirittura, entrando nel bosco possiamo godere di una leggera frescura.<br \/>\nCome da accordi dovremmo fermarci a fare la foto di rito al Valico di Fonte Cerreto, ma con MrSergio alla guida non puoi pretendere tanto.<br \/>\nGran motociclista, bella guida, efficace, instancabile, ci farei il giro del mondo in moto, ma non fatelo stare davanti! \ud83d\ude42<br \/>\nArriviamo a Rieti, vorremmo salire al Terminillo ma una gara automobilistica in salita ce lo vieta. Non ci resta che andare a prendere un tratto che avremmo dovuto fare al rientro e cos\u00ec saliamo per Cantalice, Poggio Bustone, Rivodutri e Morro Reatino. Qui incocciamo in un matrimonio, gente vestita che non si pu\u00f2 vedere ma nel mucchio spicca una moretta&#8230;<br \/>\nLasciamo stare, facciamo qualche altro chilometro e ci fermiamo presso una trattoria bar a prendere un p\u00f2 d&#8217;acqua fresca, che il caldo ha ricominciato a farsi sentire.<br \/>\nOra \u00e8 la volta di percorrere la mitica 521, con la quale arriveremo sotto Leonessa; da qui prendiamo un percorso non molto battuto, che per campagne e monti ci porta alle porte di Norcia. Bel paesaggio, niente case se non rare e poco concentrate, nessun palazzone, traffico zero. Il fondo stradale non \u00e8 dei migliori, ma questa strada merita davvero di essere percorsa in moto.<br \/>\nAlle porte di Norcia, dicevamo, Freeblue tira dritto per andare ad incrociare un distributore e cos\u00ec tutti, tranne MrSergio che ha la motocisterna, facciamo il pieno.<br \/>\nAdesso viene il bello, un paio di chilometri a ritroso e prendiamo la strada per Castelluccio.<br \/>\nPoco prima di arrivare in paese ci sono dei &#8220;commissari di percorso&#8221; che sbarrano la via: le auto non possono entrare, il parcheggio \u00e8 pieno! Meno male, era ora!<br \/>\nNoi, in moto, possiamo proseguire ed arrivati in piazza, sorpresa! C&#8217;\u00e8 ora un parcheggio fettucciato, sembra il parco chiuso di una gara di enduro&#8230; Moto parcheggiate ordinatamente, non pi\u00f9 quel solito casino indescrivibile. Meno male, era ora!<br \/>\nParcheggiamo anche noi, poi andiamo a raggiungere il bar-alimentari dove, seduti al fresco, gusteremo formaggi e salumi locali, con tanto di acqua minerale di una buona annata!<br \/>\nCaff\u00e8, qualche cazzatella al locale negozietto di souvenir e si riparte.<br \/>\nLo scopo della gita sarebbe fotografare la fioritura, ma con il caldo che ha fatto ne resta ben poca. Comunque ci fermiamo nella piana, qualche scatto degno riusciamo a farlo. Si riparte, \u00e8 la volta di Forca di Presta, c&#8217;\u00e8 un affollamento di auto e camper parcheggiati in ogni dove; da qui parte il sentiero pi\u00f9 comodo per il lago di Pilato. Sfliliamo in fretta, dopo il Valico la strada \u00e8 semplicemente meravigliosa&#8230; Boschi, curve di tutti i tipi, paesi minuscoli&#8230; Percorriamo circa quaranta chilometri in questo scenario e poi siamo alla fine della strada, a Foce. Quattro case in croce, l&#8217;asfalto che ben presto si trasforma in strada bianca piena di pietre che tanto mi piace!<br \/>\nParcheggiamo davanti alla locanda, molto spartana. Prendiamo possesso delle camere e, dopo una bella doccia, ci ritroviamo fuori per fare quattro passi e l&#8217;immancabile birra con patatine, nostro aperitivo preferito prima della cena.<br \/>\nCena che si svolge nella classica atmosfera babbaluca, cazzate in pieno relax ed a ruota libera. Saltano agli occhi un paio di tavolate: la prima sono ragazzi, una decina; ce ne fosse uno che non ha il cellulare in mano, impegnatissimi a scambiare messaggi ognuno per conto proprio! Ma fra di loro non parlano, assoluto mutismo.<br \/>\nLa seconda tavolata \u00e8 composta da una famiglia composta da un padre, una madre, una probabile zia, quattro fanciulli di et\u00e0 variabile. Tutti, e dico tutti, con il cellulare in mano, anche loro impegnato in messaggerie varie, tranne il pi\u00f9 piccolo che ha un iPad con il quale gioca a non so cosa. E&#8217; veramente deprimente vedere queste scene, gente che si apre ai social, al mondo intero puch\u00e8 sia virtuale, mentre le persone fisiche intorno a loro sono distanti, ignorate&#8230; Questi ragazzi cresceranno complessati!<br \/>\nTorniamo a noi: la cena qualitativamente non \u00e8 il massimo, ma neanche possiamo gridare allo scandalo; tutto sommato ci possaimo alzare da tavola soddisfatti.<br \/>\nQualche altra chiacchiera e ben presto si raggiungono le stanze per il meritato riposo.<\/p>\n<p>La mattina dopo mi sveglio di buon&#8217;ora; scendo armato di reflex e vado a fare qualche scatto verso i pratoni che salgono al Vettore. C&#8217;\u00e8 un ovile, bei cani pastori, di un bianco candido, stanno ancora dormendo; qualcuno, sentendomi, si alza e si stiracchia. Li fotografo.<br \/>\nArriva il pastore, sulla irrinunciabile Panda 4&#215;4, con un altro cane nel bagagliaio.<br \/>\nAppena entra nel recinto i cani si alzano e vanno ad aspettare due al cancelletto del recinto del gregge e due si appostano poco pi\u00f9 avanti. Il pastore entra nel recinto delle pecore, armeggia un p\u00f2 e poi, emettendo un suono gutturale irripetibile, ordina ai due cani di entrare e far uscire il gregge, compito che viene svolto immediatamente ed egregiamente.<br \/>\nGli altri due cani pensano a far incolonnare le pecore e farle uscire dal secondo recinto.<br \/>\nI cani le spingono su una spalletta erbosa ed attendono; il pastore chiude il recinto, esce ed emette un altro suono, questo un p\u00f2 pi\u00f9 comprensibile: un AGGHIA&#8217; ripetuto un paio di volte ed i cani immediatamente spingono il gregge in diagonale sul costone della montagna.<br \/>\nIl pastore sta per risalire in auto, seguito dal suo cane personale, ci scambiamo un saluto e gli chiedo: &#8220;adesso vai a raggiungere il gregge con l&#8217;auto?&#8221;<br \/>\n&#8220;<em>No<\/em>&#8220;, mi risponde lui &#8220;<em>i cani sanno dove andare e quello che devono fare, riporteranno le pecore qui oggi pomeriggio alle cinque. Io vado a casa, ritorno qui alle cinque, pure io<\/em>&#8221; .<br \/>\nCapito? questi cani sono impagabili, soldatini ligi al dovere di una affidabilit\u00e0 unica.<br \/>\nHo avuto l&#8217;impressione, studiandoli, che ci fosse un capo cane o un cane capo che era quello che recepiva gli ordini; gli altri aspettavano sempre lui per muoversi ma ad osservarli bene si notavano due cose: il capo cane si muoveva un attimo prima dell&#8217;ordine, segno che sapeva gi\u00e0 cosa gli sarebbe stato chiesto. Gli altri si muovevano un p\u00f2 prima del capo cane, coem dei marinai che conoscono perfettamente la manovra da eseguire e non si azzardano a farlo immediatamente per rispetto della gerarchia.<br \/>\nRitorno alla locanda, trovo gli amici gi\u00e0 operativi, sistemiamo i bagagli, facciamo colazione e partiamo. Ci eravamo sentiti con Poldo, il quale ci avrebbe dovuto raggiungere in quel di Amatrice per mangiare qualcosa insieme ed insieme fare un p\u00f2 di strada. Ma Poldo latita. Lo sentiremo pi\u00f9 tardi, ci dir\u00e0 che non sar\u00e0 dei nostri.<br \/>\nIntanto, dopo una bella cinquantina di chilometri sempre fra boschi e luoghi ameni, raggiungiamo Arquata del Tronto; dopo una sosta la bar ci rimettiamo in marcia ed in breve siamo ad Amatrice.<br \/>\nChe ve lo dico aff\u00e0? Trattoria, che gi\u00e0 conoscevo. Tavolo, acqua e chiacchiere e la cameriera ci chiede &#8220;<em>amatriciana rossa o bianca<\/em>?&#8221; Ribadiamo &#8220;amatriciana rossa <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>E<\/strong><\/span> bianca&#8221;. E cos\u00ec fu.<br \/>\nQualche costoletta d&#8217;abbacchio per gradire e ci rimettiamo in marcia, a panza piena.<br \/>\nTrotterelliamo sgranocchiando chilometri e digerendo amatriciane.<br \/>\nPosta, la strada che porta a Leonessa \u00e8 tanto bella quanto conosciuta, si fa sempre con gran piacere. Non saliamo al Terminillo, perch\u00e8 se ieri c&#8217;erano le prove oggi ci sar\u00e0 la gara, sicuro come il giorno che viene dopo la notte! Cos\u00ec \u00e8 di nuovo SR521, ora in senso inverso.<br \/>\nPoi si scende verso Greccio, dove poco distante ci fermiamo ad una gelateria; si riparte, Monte Tancia \u00e8 nostro, Poccio Catino, Poggio Mirteto, Passo Corese e fine della storia.<br \/>\nQui prendiamo l&#8217;autostrada per evitare il caos della Salaria verso Roma ed in breve, dopo esserci fermati per i saluti, ognuno prende la strada per la propria casa.<br \/>\nAncora una bella uscita, due giorni in allegria e in amicizia, aspettando la prossima.<\/p>\n<p>Grazie Amici!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabato mattina, ci incontriamo alla solita aera di servizio sul GRA: Freeblue\u00a0e Annina, MrSergio, Lucilla e Ulysse. 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