{"id":96,"date":"2015-06-22T18:59:24","date_gmt":"2015-06-22T16:59:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.motoroma.it\/?p=96"},"modified":"2015-10-23T16:27:38","modified_gmt":"2015-10-23T14:27:38","slug":"13-21-giugno-austria-ed-alpi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.motoroma.it\/?p=96","title":{"rendered":"13-21 giugno 2015 &#8211; Austria ed Alpi"},"content":{"rendered":"<p>Il viaggio \u00e8 stato parecchio tempo in gestazione, diverse mete sono state valutate senza riuscire a trovare una\u00a0soluzione che rispondesse alle esigenze di tutti. Ma \u00e8 stato un esercizio utile, le proposte \u201cscartate\u201d sono state comunque elaborate ed archiviate, pronte per essere concretizzate in altri viaggi, con qualche aggiustamento della logistica.<br \/>\nIl gruppo \u00e8 quello oramai consolidato, con qualche defezione ma anche una new entry, Giuseppe.<br \/>\nSi parte sabato 13 Giugno, di buon ora; siamo:<br \/>\n&#8211; Ulysse e Lucilla su TDM 900<br \/>\n&#8211; Freeblue e Annina su TDM 900<br \/>\n&#8211; Murdok e Giovanna su Multistrada<br \/>\n&#8211; MrSergio su R1200GS Adventure<br \/>\n&#8211; Poldo su MT09 Tracer<br \/>\n&#8211; Giuseppe su\u00a0 R1200GS LC.<br \/>\nDopo la sacra colazione e dopo aver perso un po\u2019 di tempo, ma senza rimorso in quanto preventivato dato il largo margine di tempo a disposizione, si parte: Flaminia, Narni, seconda colazione. Sono le sette e venti quando ripartiamo, sembra che ci stiamo mettendo in viaggio ora ma abbiamo gi\u00e0 percorso una novantina di chilometri. Spoleto, dunque, e visita alle Fonti del Clitunno; una passeggiata nel parco per ammirare le limpide acque della fonte, acque sacre per gli Antichi Romani. Fa caldo, qualche bottiglietta di acqua fresca seduti al bar del parco ci ristora il giusto prima di rimetterci in marcia. Foligno, la Valtopina, Nocera Umbra, poco prima di Gualdo Tadino una foratura alla gomma posteriore della GS Adventure di MrSergio ci costringe ad una sosta imprevista.<br \/>\nNon si tratta di un foro, \u00e8 un taglio di modeste dimensioni; mettiamo comunque il chiodo di gomma con il mastice e gonfiamo ad 1,6 per mezzo del piccolo ma efficace compressore portatile, quanto basta per arrivare al primo distributore e ripristinare la corretta pressione. Ma ci\u00f2 che temevamo si avvera: sul taglio il chiodo nulla pu\u00f2 ed una micro perdita ci consiglia di rivolgerci ad un gommista, che troviamo a Gubbio.<br \/>\nUna pezza all\u2019interno del copertone, camera d\u2019aria, problema risolto. Fra foratura e riparazione abbiamo perso due ore di tempo, forse qualcosa in pi\u00f9 ed il vantaggio di partire presto si palesa spontaneo.<br \/>\nDi nuovo in sella, per curve e dolci colline andiamo a riprendere il percorso originale ed\u00a0ecco un nuovo problema: vorremmo percorrere la Gola del Furlo, ma \u00e8 chiusa per frana!<br \/>\nPoco male, data l\u2019ora mangiamo qualche piadina presso una locanda a Furlo e ripartiamo; ci dirigiamo ad Acqualagna per prendere la E78 per Fano e, da qui, la A14 fino a Ravenna. Proseguiamo poi sulla Romea fino a Rosolina, dove ci fermiamo per la notte. Una locanda pulita e senza pretese, una cena non da urlo ma il vantaggio \u00e8 di non deviare di un millimetro dal percorso.<\/p>\n<p>Il mattino dopo si riparte, ma sotto la pioggia; la nostra rotta prevede di svalicare in Slovenija dopo Udine, passando per Cividale del Friuli ed il Valico di Stupizza e poi per Kobarid, la tristemente nota Caporetto.<br \/>\nSiamo sulla provinciale, ma a Noventa di Piave decidiamo di prendere l\u2019Autostrada, perch\u00e9 si sta scatenando una vera bufera, un muro d\u2019acqua nel quale volano rami e qualche pezzo di grondaia in rame.<br \/>\nUn\u2019area di servizio ci offre riparo ed approfittiamo per uno spuntino; si riprende il cammino sotto una pioggia sopportabile; abbiamo deciso di cambiare direzione, il meteo ci sconsiglia di inerpicarci nel parco delle Alpi Giulie in Slovenija; \u00a0puntiamo su Tolmezzo, valicheremo da questa parte direttamente in Austria, nostra destinazione, senza passare per la Slovenija.<br \/>\nA Tolmezzo, abbandonata l\u2019Autostrada, saliamo per la statale fino al Passo Monte Croce Carnico.<br \/>\nNon piove pi\u00f9, almeno la salita al valico ce la godiamo; il passo \u00e8 un tuffo nella storia, peccato che sia in evidente stato di abbandono, questi luoghi storici andrebbero curati un po\u2019 di pi\u00f9.<br \/>\nFoto e si riparte per la discesa, oramai in territorio Austriaco.<br \/>\nStrada incastonata nella roccia, i passi Gailbergsattel e poi Iselsbergpass ci conducono alla nostra meta, Dollach, passando per valli amene e boschi spettacolari.<br \/>\nConosciamo il posto, ci siamo gi\u00e0 stati e prima di partire, senza indugio, avevamo prenotato la stessa stupenda locanda.<br \/>\nNon piove, in Austria il tempo, pur coperto ed umido, oggi \u00e8 decisamente meglio che in Italia, almeno la zona che abbiamo attraversato noi. Scelta pi\u00f9 che azzeccata abbandonare, pur se a malincuore, l\u2019incursione in Slovenija.<br \/>\nLa locanda dunque non ci riserva sorprese ma piacevoli conferme; le camere sono caratteristiche, ognuna diversa dalle altre. La birra, la cena sontuosa\u2026 tutto come ci aspettavamo. Anche il mastodontico cane Max!<\/p>\n<p>Il giorno dopo, siamo a lunedi, saliamo al Grossglockner sotto una pioggerellina; il pass ci \u00e8 costato solo 10\u20ac contro i 24, grazie ai buoni che ci ha elargito il proprietario dell\u2019albergo.<br \/>\nSalita al ghiacciaio Franz Josef, foto di rito, spillette, adesivi e si scende di nuovo sulla Grossglockner Hochalpenstrasse, fino ad arrivare al passo (e galleria) Hoctor, 2.504m, che segna anche il confine fra Salisburgo e Carinzia. Il termometro all\u2019entrata della galleria segna 5,5 gradi; anche qui qualche foto per poi riprendere la strada che\u00a0sale ai 2.571m dell\u2019Edelweissspitze. Punto panoramico, con il sole \u00e8 uno spettacolo! Noi siamo in mezzo alle nuvole, pochissime moto sul piazzale; sono pi\u00f9 le nostre! Nel locale\/rifugio siamo gli unici: salsicciotti e patate soddisfano il nostro appetito.<br \/>\nTornando alla base abbiamo modo di fermarci in un paesino per qualche altra foto; il posto \u00e8 stupendo, come tutta la Carinzia: montagne, prati verdissimi, coltivazioni, ruscelli e cascate, una meraviglia, insomma.<br \/>\nIn albergo, dopo una doverosa doccia calda, ci attendono birre e poi la luculliana cena a base di spatzle, gulash e molto altro ancora.<\/p>\n<p>Mercoledi, purtroppo, il tempo peggiora e l\u2019atteso giro per la Nockalmstrasse va a farsi benedire.<br \/>\nScendiamo, sempre per valli incantate, verso Lienz e da qui rientriamo in Italia, a San Candido, dove ci fermiamo per un giro a piedi ed un mini shopping. Bar e pizzerie locali non offrono un gran che, decidiamo di rimetterci in sella; percorriamo la valle di Anterselva, che ci porta all\u2019omonimo lago; non piove, finalmente una tregua. Aspettiamo pochi minuti che il semaforo ci dia il via libera e saliamo decisi per il Passo Stalle.<br \/>\nUno spettacolo della natura, un ristretto nastro di asfalto (da qui il senso unico alternato regolato dal semaforo) che si snoda sul fianco della montagna fino a raggiungere i 2.052m al valico.<br \/>\nL\u2019ora c\u2019\u00e8, la fame anche, il rifugio in cima al passo ci fornisce ristoro.<br \/>\nMentre mangiucchiamo ricomincia a piovere, ma dopo i caff\u00e8 percorriamo ugualmente e lentamente la valle Defereggental al piccolo trotto, per gustarci ogni chilometro di paesaggio. La nostra destinazione odierna \u00e8 Sankt Veit in Defereggen, il comune pi\u00f9 alto del Tirolo orientale, a 1.500m. La locanda che abbiamo prenotato \u00e8 molto carina, a picco sulla valle, con una cascata proprio di fronte. Accoglienza calorosa, disponibilit\u00e0, questa locanda\/chalet \u00e8 a conduzione familiare, gente di altri tempi.<\/p>\n<p>Il mattino dopo, giovedi, riprendiamo il cammino percorrendo a ritroso la valle Defereggental, Passo Stalle e la valle di Anterselva; passiamo Brunico e ci dirigiamo verso la Val Gardena; superato il passo ci fermiamo preso uno chalet a gustare un tris di canederli, facciamo foto e riprendiamo anche qualche auto d\u2019epoca ferma nel piazzale. Abbiamo sostato a sufficienza, dobbiamo andare; la destinazione odierna \u00e8 Vipiteno, ci arriviamo abbastanza presto ed abbastanza asciutti. Foto ad un castello prima di entrare in citt\u00e0, sosta gelato in centro e poi saliamo al nostro rifugio, ancora una volta una locanda tipica, vista panoramica che pi\u00f9 non si pu\u00f2, in alto su una montagna che sovrasta Vipiteno.<br \/>\nOggi il meteo \u00e8 stato clemente, umido ma senza pioggia e qualche bel raggio di sole a Passo Gardena.<br \/>\nLa cena \u00e8 superba, come richiede l\u2019appetito di un motociclista che ha percorso chilometri di curve e passi.<br \/>\nLa birra, a cena, \u00e8 una abitudine che ci\u00a0concediamo volentieri, dato che di giorno siamo \u201canalcolici\u201d.<\/p>\n<p>E viene di nuovo la mattina, oggi \u00e8 un gran giorno e per fortuna il sole, questo sconosciuto, ci accompagner\u00e0 per tutto il tragitto.<br \/>\nLasciata Vipiteno si inizia subito con il Passo di Monte Giovo; qualcuno viene colto di sorpresa, non si aspetta questa impegnativa salita a pochissimi chilometri dalla partenza. Poi, senza soluzione di continuit\u00e0 e senza soste, saliamo al Passo Rombo, uno spettacolo affascinante!<br \/>\nStrada selvaggia, curve e tornanti come si conviene ma tutto in una natura rigogliosa ed aspra, che incute soggezione e rispetto.<br \/>\nC\u2019\u00e8 molta neve al valico, per fortuna c\u2019\u00e8 anche il rifugio dove prendere qualcosa di caldo perch\u00e9 nonostante il sole fa fraddino qui a 2.474m.<br \/>\nSiamo di nuovo in Austria, paghiamo il balzello per la Bundenstrasse, meritato se non altro per il panorama, serpeggiamo lungo il confine fino a rientrare in Italia. Passo e Lago di Resia, strada che sembra il Mugello.<br \/>\nSluderno e \u2026 ci siamo! Ecco la salita allo Stelvio!<br \/>\nCiclisti, troppi; auto, troppe; moto, troppe quelle che ingombrano e purtroppo anche qualche incivile, ma pi\u00f9 che altro maldestro, che affronta i tornanti in discesa contromano, non sapendo fare di meglio!<br \/>\nTutto bene, per\u00f2; dopo i 48 tornanti (qualcuno si \u00e8 fregato la targa del primo tornante!) arriviamo al passo, 2.758m, una delle tante Cime Coppi disseminate sulle Alpi.<br \/>\nParcheggiate le moto decidiamo che lo spuntino si pu\u00f2 fare qui, presso un chiosco che arrostisce salsicce; la solita passeggiata per reperire spillette ed adesivi e dopo un caff\u00e8 si riparte.<br \/>\nLa discesa verso Bormio \u00e8 una passeggiata, strada molto pi\u00f9 facile e tranquilla; ci fermiamo anche a fotografare le cascate del Brolio.<br \/>\nPer fortuna, come dicevo, c\u2019\u00e8 stato il sole tutto il giorno ed arriviamo a meta, Sant\u2019Antonio in Valfurva, perfettamente asciutti.<br \/>\nLa locanda ci accoglie stanchi ma soddisfatti, bel giro oggi, veramente. Intenso, faticoso, appagante.<br \/>\nCamere, doccia etc e poi la meritata cena.<br \/>\nAnche qui mangiamo benissimo, ben presto il tavolo si riempie di leccornie e birre\u2026<\/p>\n<p>Siamo a venerdi, oggi saliamo al Mortirolo e poi, passati Edolo, Aprica e Tirano, siamo sulla salita al Passo del Bernina.<br \/>\nStrada molto bella, sinuosa, tornanti e curve di tutti i tipi immersi in una natura incontaminata.<br \/>\nAl Passo Svizzero arriviamo all\u2019ora di pranzo, che per noi varia da mezzogiorno alle quattro del pomeriggio, dipende dal percorso.\u00a0Ci lasciamo salassare dall\u2019oste Svizzero per un frugale pranzo e siamo di nuovo sul piazzale a far foto.<br \/>\nE\u2019 comunque presto, decidiamo di tornare indietro di due o tre chilometri e infiliamo la Forcola che, attraverso l\u2019omonimo Passo, ci porta a Livigno.<br \/>\nParcheggio (qui tutto \u00e8 a pagamento) giriamo a piedi in \u201ccerca di affari\u201d ma \u00e8 tutto pi\u00f9 caro che in Italia!\u00a0Non conviene proprio\u2026 tranne la benzina, con la quale rimpinziamo i serbatoi!<br \/>\nFacciamo le sei del pomeriggio girando per negozi vari, poi riprendiamo le moto e, sempre percorrendo la Forcola, saliamo al Passo d\u2019Eira ed arriviamo a Bormio e di nuovo Sant\u2019Antonio in Valfurva.<br \/>\nLa commedia \u00e8 una replica della sera prima: dopo aver assunto sembianze pi\u00f9 umane ci attendono prima uno spritz e poi l\u2019ambita cena.<\/p>\n<p>Sabato, \u00e8 giorno di partenza; assunta una buona colazione e sistemati i bagagli lasciamo Sant\u2019Antonio e, passata Santa Caterina, attacchiamo decisi il Gavia.<br \/>\nPochissime o niente moto a salire; fa freddo, non piove ma ad un certo punto inizia a nevicare, una neve leggera e gentile. Arriviamo ai 2.621m in un clima polare, ciclisti intirizziti affollano il rifugio; troviamo posto ad un tavolo e ci sorbiamo una bella cioccolata calda.<br \/>\nOra nevica fitto, lasciamo un po\u2019 scemare e ripartiamo, appena fatti un paio di tornanti in discesa riappare il sole.<br \/>\nAppare anche in imbecille che con la propria auto sta facendo manovra nel bel mezzo di un tornante, guidato nella manovra da una zoccolona che manco Bocconotti Cinzia!!!<br \/>\nArriviamo a valle, da Brescia in poi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 storia, l\u2019Autostrada ci ingoia e ci rilascia a Rioveggio; qui una statale molto bella ci porta a Grizzana Morandi, dove passeremo la notte.<br \/>\nPer fortuna ci ha detto pi\u00f9 che bene con l\u2019albergo, una struttura molto ben tenuta, staff efficiente e molto gentile, cena superlativa.<\/p>\n<p>La mattina ripartiamo, destinazione casa.<br \/>\nIl venerdi ci aveva lasciati Murdock, richiamato d\u2019urgenza in Azienda.<br \/>\nSabato, dopo il Gavia, anche Poldo ha preso una direzione diversa; Genova, per un colpo di coda delle ferie.\u00a0Dunque siamo rimasti in sei su quattro moto.<br \/>\nPartiamo da Grizzana Morandi, un tratto della bella strada del giorno prima ci riporta a Rioveggio, poi per altre strade interessanti arriviamo a Loiano e qui, \u00e8 inutile dirlo, saliamo per la Raticosa.<br \/>\nUna marea di moto sul piazzale, come al solito; foto e via, per la conseguente Futa.<br \/>\nMolto pi\u00f9 discreta la presenza di bikers; foto, caff\u00e8, acqua e si riparte, abbiamo una missione importante da compiere: pranzo alla Casa del Prosciutto.<br \/>\nArriviamo puntualissimi, qualche minuto prima dell\u2019orario prenotato; ci accomodiamo dopo esserci liberati delle armature e comincia la danza: tortelli alle patate, con funghi o sugo di cinghiale; rosticciana, pollo al mattone, braciole, patate arrosto, funghi fritti e dolce. Ovviamente acqua minerale d\u2019annata!<br \/>\nDi solito quando siamo in moto non pranziamo cos\u00ec, ma la Casa del Prosciutto non si pu\u00f2 eludere se si \u00e8 nel raggio di cento chilometri\u2026<br \/>\nArriva il momento di ripartire, per digerire facciamo due passi: Croce ai Mori e Mandrioli \ud83d\ude42<br \/>\nPoi ci infiliamo nella tristissima E45 fino a Orte, dove ci divideremo ognuno per la propria strada.<br \/>\nFine del giro, 3.100 chilometri in parte bagnati, ma goduti tutti fino all\u2019ultimo giro di ruota.<br \/>\nE Poldo ci invia foto da Genova da bordo della barca a vela del suo amico!<br \/>\nIn definitiva un bel giro; come da nostra abitudine non ci facciamo scoraggiare dalla pioggia ma cerchiamo alternative per raggiungere la meta in sicurezza; sapersi adattare alla strada ed al meteo \u00e8 la prima cosa che si impara con l\u2019esperienza, ed i miei sessant\u2019anni, quarantasei dei quali passati su due ruote a motore senza soluzione di continuit\u00e0, mi hanno insegnato qualcosa. Andare \u00e8 l\u2019imperativo, in sicurezza \u00e8 una logica deduzione.<\/p>\n<p>Alla prossima, gi\u00e0 si pensa a Settembre\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il viaggio \u00e8 stato parecchio tempo in gestazione, diverse mete sono state valutate senza riuscire a trovare una\u00a0soluzione che rispondesse alle esigenze di tutti. Ma \u00e8 stato un esercizio utile, le proposte \u201cscartate\u201d sono state comunque elaborate ed archiviate, pronte per essere concretizzate in altri viaggi, con qualche aggiustamento della logistica. 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