{"id":98,"date":"2015-04-20T19:01:56","date_gmt":"2015-04-20T17:01:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.motoroma.it\/?p=98"},"modified":"2015-10-23T14:04:18","modified_gmt":"2015-10-23T12:04:18","slug":"17-19-aprile-isola-delba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.motoroma.it\/?p=98","title":{"rendered":"17-19 aprile 2015 &#8211; Isola d&#8217;Elba"},"content":{"rendered":"<p>La proposta, il vaglio ed il travaglio ed alla fine la concretizzazione dell&#8217;idea: l&#8217;Isola d&#8217;Elba.<br \/>\nCi ritroviamo il venerdi mattina direttamente sull&#8217;autostrada per Civitavecchia, presso una stazione di servizio.<br \/>\nIl gruppo \u00e8 un p\u00f2 pi\u00f9 numeroso che nelle ultime uscite: Freeblue, Annina, MrSergio, Murdock, Giovanna, Lucilla e Ulysse.<br \/>\nUna gita babbaluca non pu\u00f2 non iniziare con la colazione ed anche questa volta la tradizione \u00e8 rispettata; approfittiamo del momento per fare il pieno e si parte, in perfetto orario con la tabella di marcia. Certo, \u00e8 solo un trasferimento e come tale lo assimiliamo, tranquilli e dritti alla meta. Arriviamo a Piombino; dopo un macchinoso e complicato parto per i biglietti siamo in tempo per prendere il traghetto che sembra aspettare solo noi per salpare. Infatti non appena imbarcate le moto abbiamo giusto il tempo per salire ai ponti superiori e prendere posto nelle poltroncine al bar che il traghetto inizia a muoversi.<br \/>\nSgranocchiamo toast e patatine in navigazione, aspettando di essere sulla terraferma per mangiare qualcosa di pi\u00f9 sostanzioso.<br \/>\nPortoferraio, pochi minuti per sbarcare e ci muoviamo in direzione del centro, attraversando un mercato rionale che oramai\u00a0sta chiudendo; la tavola calda che abbiamo adocchiato ha per\u00f2 i tavoli tutti prenotati e cos\u00ec andiamo pi\u00f9 avanti; c&#8217;\u00e8 un locale a me noto, offre un comodo parcheggio a vista per le moto ed una veranda chiusa; ci preparano il tavolo ed ordiniamo. Una volta qui servivano solo panini, ottimi e di tutti i tipi; adesso il locale ha assunto pretese da ristorante ma la qualit\u00e0 dei panini era decisamente superiore! Il conto, invece, \u00e8 da ristorante vero&#8230; ma l&#8217;Elba \u00e8 questa, bisogna cercare negli angolini nascosti per trovare un rapporto qualit\u00e0 &#8211; prezzo decente.<br \/>\nBene, dopo il frugale pasto riprendiamo le moto e ci dirigiamo verso Marciana Marina ma prima ci fermiamo a fare il pieno. Arriviamo a Marciana Marina, \u00e8 presto, prendiamo possesso degli alloggi e dopo aver sistemato i bagagli siamo di nuovo in strada, pronti per un primo giro.<br \/>\nIl tempo atmosferico \u00e8 ottimo, avevamo preso un p\u00f2 d&#8217;acqua all&#8217;arrivo a Piombino ma qui sull&#8217;isola c&#8217;\u00e8 il sole!<br \/>\nDi nuovo in sella; abbiamo programmato un giro nel quale percorreremo una strada molto sinuosa e montana: da Marciana Marina costeggiamo di nuovo il mare in direzione Procchio e poi su, per Sant&#8217;Ilario e Poggio per poi scendere di nuovo a Marciana Marina.<br \/>\nMente ci accingevamo a prendere la salita per Sant&#8217;Ilario, al bivio La Pila, veniamo fermati da un gruppo di commissari di percorso: c&#8217;\u00e8 il rally ed alcune strade sono in fase di chiusura per le prove speciali. Dopo un iniziale malinteso con un commissario intento pi\u00f9 a rimpinzarsi che a controllare, lo stesso ci da la benedizione per percorrere lo stretto tracciato, raccomandandoci di andare veloci perch\u00e8 fra non molto avrebbero chiuso la strada e saremmo rimasti bloccati a Poggio.<br \/>\nForti di questa autorizzazione\u00a0 e della raccomandazione ad andare veloci, procediamo a passo garibaldino per lo stretto e sinuoso percorso, incastonato fra i boschi. Fondo stradale pessimo, ma tracciato degno di ospitare la speciale. Sant&#8217;Ilario, poi Poggio; parcheggiamo in piazza per un caff\u00e8 ma siamo costretti a ripartire immediatamente, perch\u00e8 il gentile vigile ci comunica che stanno per mettere le transenne; e via, questa volta in rapida discesa su Marciana Marina.<br \/>\nE&#8217; ora di farci una bella doccia ma siamo costretti a smadonnare un p\u00f2 con la caldaia; problema risolto in poco tempo dal proprietario della casa assistito da Freeblue, in versione Puffo Termoidraulico. Ci ritroviamo in strada per fare due passi e fare una ricognizione per pizzerie, tavole calde e trattorie. In verit\u00e0 ce le aveva indicate il proprietario di casa e la ricognizione serve ad annusare, a farci venire l&#8217;ispirazione giusta.<br \/>\nAbbiamo scelto, il posto \u00e8 in un vicolo del lungomare, a pochi passi da casa.<br \/>\nLa proprietaria \u00e8 di Acitrezza e la cucina offre in aggiunta alle specialit\u00e0 locali anche dei piatti siciliani. Facciamo un mix, la cena risulta molto gradevole al palato e, come di consueto, molto gradevole anche dal punto di vista umano; non mancano le cazzate, le risa, gli sfott\u00f2 e tutto quello che la nostra fantasia riesce a partorire.<br \/>\nBene, ci \u00e8 molto piaciuto tanto che ordiniamo la cena per l&#8217;indomani sera!<br \/>\nDue passi ancora, per digerire, e cominciamo a far diminuire la distanza fra noi ed i letti&#8230;<br \/>\nUn riposo ristoratore ci vuole, praticamente sono diciotto ore che siamo in giro!<\/p>\n<p>La notte scorre serena, senza il minimo rumore; anche il mare \u00e8 tranquillo e non si riesce a percepire il bench\u00e8 minimo sciabordio; l&#8217;alba risveglia gli infaticabili gabbiani, che salutano il sole a gran voce, con le loro caratteristiche risate.<br \/>\nQualche automezzo passa sotto le finestre, la nostra casa \u00e8 sul porto e le attivit\u00e0, qui, iniziano molto presto. Ancora non sveglio riesco per\u00f2 a percepire l\u2019Ape a quattro tempi dalla pi\u00f9 vecchia due tempi&#8230; Lucilla lascia il giaciglio molto presto, se ne va in giro a respirare l&#8217;aria frizzantina del mattino, scattando anche qualche bella foto all&#8217;alba nell&#8217;Elba.<br \/>\nAbbiamo appuntamento alle nove al bar, per la colazione e qui ci ritroviamo puntuali, tutti o quasi ed il ritardo accumulato ci fa lasciare il bar poco dopo le 10e30; abbiamo deciso di andare a visitare la miniera di Monte Calamita, dato che precedentemente io e Lucilla eravamo riusciti a consultare l\u2019itinerario del rally: interdetta la zona Portoferraio, Volterraio, Rio e pi\u00f9 tardi chiuderanno a Lacona\u2026 il giro dell\u2019isola va a farsi benedire e noi rimediamo con valida alternativa.<br \/>\nUna bella passeggiata al trotto ci porta a Capoliveri; sosta in piazza per cercare di parlare con qualcuno dell\u2019ufficio visite, ma non c\u2019\u00e8 nessuno. Un gentile impiegato del municipio mi dice che un minibus \u00e8 gi\u00e0 partito per le miniere, con a bordo una scolaresca, ma chiama al telefono la guida avvertendola del nostro arrivo; bene, ci aspettano con l\u2019altro minibus.<br \/>\nPercorriamo i sei chilometri di sterrato fino al piazzale di partenza per la miniera; parcheggiamo le moto, la guida gentilmente ci concede di lasciare caschi e giacche all\u2019interno dell\u2019ufficio; visitiamo il piccolo museo, ci forniscono i caschetti, saliamo sul minibus e partiamo. Altri chilometri di sterrato e finalmente arriviamo alla miniera.<br \/>\nIl luogo \u00e8 suggestivo, il mare cristallino contrasta con il rosso e l\u2019ocra della terra e delle rocce circostanti, a loro volta sovrastate da una rigogliosa flora mediterranea; entriamo in miniera, la guida ci precede illustrando luogo e storia, decisamente affascinanti.<br \/>\nTerminata la visita riprendiamo posto sul minibus e torniamo al piazzale, dove dopo una breve sosta riprendiamo le moto e partiamo, tornando a Capoliveri. Oramai sono le 13e30, dobbiamo trovare un posto per lo spuntino; a Capoliveri c\u2019\u00e8 la morte civile, dobbiamo anche sbrigarci perch\u00e9 fra non molto chiuderanno la strada a Lacona e non potremmo effettuare neanche quel mezzo giro che ci rimane da fare; avrei voluto sostare a Mortigliano per il pranzo, ma l\u2019orario non ce lo consente.<br \/>\nProseguiamo costeggiando il mare, passiamo Lacona e poco dopo troviamo una specie di pub-trattoria. Ci fermiamo, ci preparano un doppio tavolo all\u2019interno di una veranda e dopo aver fatto un po\u2019 di casino con le ordinazioni finalmente mangiamo: salsicciotti, hamburgher, capresi\u2026<br \/>\nDobbiamo partire, indugiamo solo un po\u2019 dopo la fine del pranzetto perch\u00e9 fra poco chiudono la strada e noi rischiamo di rimanere bloccati; ci mettiamo in marcia, continuiamo lungo la costiera e dato che oramai siamo passati possiamo anche concederci una sosta per ammirare il panorama. Dopo le foto riprendiamo la strada ma nei pressi di Marciana troviamo la strada bloccata; poco male, ci gustiamo il passaggio di alcune auto impegnate nella speciale e poi una stradina alternativa ci riporta a Marciana Marina.<br \/>\nDoccia, abbiamo anche il tempo per un aperitivo a base di birra e patatine e poi scendiamo a fare due passi.<br \/>\nAlle ventuno siamo alla trattoria, pronti a gustarci cous cous di pesce, caciucco, un frittino di calamari e gamberi, cannoli e caprese per dolce. Che magnata, reg\u00e0!<br \/>\nSoddisfatti lasciamo la trattoria, il solito camminamento e poi a casa.<br \/>\nLa nostra ultima notte sull\u2019isola \u00e8 dolce e tranquilla come la precedente.<\/p>\n<p>E\u2019 di nuovo giorno; oggi l\u2019appuntamento \u00e8 al solito bar per le 8e30 ed il ritardo \u00e8 contenuto\u2026<br \/>\nDopo la colazione si parte, in mattinata potremmo girare quella parte di isola che ci manca. Solita marcia trotterellante, solo un po\u2019 pi\u00f9 allegra. Arriviamo alle Foci, antico crocevia delle nostre scorribande in fuoristrada; all\u2019altezza del campeggio Le Palme prendiamo decisi per il Volterraio; anche se la strada non \u00e8 pi\u00f9 sterrata il fascino del luogo resta intatto; da alcune aperture fra le fronde che coronano la strada si pu\u00f2 intravedere un paesaggio marino che neanche in cartolina, mentre dall\u2019altra parte e dall\u2019alto la fortezza guida e sorveglia severa il nostro cammino.<br \/>\nSiamo a Rio nell\u2019Elba, scendiamo verso Rio Marina, piccola deviazione per una frana e siamo in porto.<br \/>\nParcheggiamo e subito chiediamo alla biglietteria se possiamo imbarcarci da qui, ma non \u00e8 possibile.<br \/>\nCi incamminiamo per andare a fare qualche foto alla fine dell\u2019antemurale, dove c\u2019\u00e8 il cannone, poi di nuovo in moto per andare a rubare qualche scatto al vecchio pontone di carico della miniera.<br \/>\nE\u2019 ora di andare, a Portoferraio dobbiamo imbarcarci alle 14e30 e vorremmo arrivare in tempo per prendere qualcosa da mangiare in traghetto. Arriviamo poco prima delle 12 e decidiamo di imbarcarci subito, pranzeremo a Piombino ed eviteremo di perdere inutilmente tempo.<br \/>\nDetto fatto, in breve siamo seduti ai divani del bar e ci possiamo anche gustare uno scorcio della SuberBike!<br \/>\nSbarchiamo, giriamo un po\u2019 per Piombino ed alla fine troviamo una rosticceriaristorantebar.<br \/>\nEntriamo e subito scopriamo che la rosticceria \u00e8 chiusa; va bene, non abbiamo alternative, ci sediamo ad un tavolo ed ordiniamo chi un primo, chi un\u2019insalata e cose cos\u00ec.<br \/>\nIl locale \u00e8 veramente triste, demod\u00e8 ed anche kitsch; il cameriere, con i suoi capelli laccati, sembra uscito dalle pagine di Alan Ford\u2026 gli avventori, poi, sono caricature viventi: a parte una famigliola sono tutti anziani ma ovviamente non \u00e8 questo il problema, ma \u00e8 che sono veramente particolari. Una coppia dove lui sembra un cravattaro o un beccamorto e lei una decrepita Liz Taylor nel suo peggior stato di forma; altra coppia dove lei parla parla parla e lui, che a mala pena si regge sulle gambe, mangia mangia mangia.<br \/>\nPer\u00f2 i piatti che arrivano sono buoni, davvero\u2026 mai fidarsi delle apparenze.<br \/>\nCi rimettiamo in moto, abbiamo davvero guadagnato tanto tempo, tutto quello che avremmo dovuto aspettare inutilmente se avessimo preso il traghetto all\u2019ora stabilita.<br \/>\nIl rientro a casa \u00e8 monotono, un\u2019Aurelia che pi\u00f9 noiosa non si pu\u00f2!<br \/>\nSosta ad un bar distributore, anche qui gente molto particolare: un gruppo di motociclisti che\u2026 meglio lasciar perdere, dico solo che sulla semicarena di una V-Storm campeggiava la scritta \u201csmanetta bike\u201d. Ma si pu\u00f2?!<br \/>\nI personaggi del posto, poi, anche loro sono delle macchiette: tutti superpanzoni, enormi, pi\u00f9 che anziani bisognerebbe dire andati a male ed in mezzo una ragazzetta ventenne di tutt\u2019altre fattezze; dietro al distributore, per non farci mancare nulla, una famigliola numerosa in camper si fa la doccia alla fontanella.<br \/>\nVia, dopo il piccolo ristoro maciniamo gli ultimi chilometri e ci fermiamo all\u2019area di servizio sulla Civitavecchia Roma per i saluti.<br \/>\nAnche questa \u00e8 andata; e bene!<br \/>\nIn questa gita abbiamo anche fissato le date e ci siamo contati per il viaggetto annuale, adesso sar\u00e0 solo da organizzare, ma questa \u00e8 un\u2019altra storia che spero di scrivere quanto prima.<br \/>\nBella gita, meteo favorevole, amicizia e condivisione; i Babbaluci non si sono smentiti neanche questa volta.<\/p>\n<p>Alla prossima, amici!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La proposta, il vaglio ed il travaglio ed alla fine la concretizzazione dell&#8217;idea: l&#8217;Isola d&#8217;Elba. 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